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Gennaio 2008: Bartolomeo Bassante, Santa Caterina
BARTOLOMEO BASSANTE (?)
(Brindisi, 1618? - Napoli, 1650 c.)
Santa Caterina d'Alessandria
Olio su tela, cm 102x76
Acquisto 2006

Pubblicato per la prima volta da Raffaello Causa nel 1972 nella Storia di Napoli quando si trovava ancora in collezione Einaudi di Torino, il dipinto fu allora assegnato a un ipotetico "Maestro di Resina", creato dallo stesso studioso nel 1954 intorno a due dipinti della chiesa di Sant'Agostino a Resina, oggi Ercolano (Fuga in Egitto e Sant'Agostino). La personalità artistica del Maestro di Resina, inizialmente avvicinato ai modi di Bartolomeo Bassante, si dissolse presto, allorché il restauro dei due dipinti rivelò caratteristiche tali da farli assegnare a due mani diverse, a loro volta differenti dal maestro della Santa Caterina in questione.
L'affinità della Santa Caterina con l'opera di Bassante fu ripresa nel 1984 in occasione della mostra "Civiltà del Seicento a Napoli" da Nicola Spinosa, che la collocava intorno agli anni Quaranta del Seicento e ne sottolineava "l'eleganza formale, alla Massimo Stanzione, la sostenuta concretezza pittorica, alla Ribera e alla De Bellis, e la raffinata sensibilità espressiva, alla Bernardo Cavallino".
Due sono le opere firmate del Bassante: l'Adorazione dei pastori del Prado e uno Sposalizio mistico di Santa Caterina in collezione privata napoletana. Per via stilistica gli vengono riferiti dalla critica il San Sebastiano curato dalle pie donne, già presso Marshall Spink a Londra, la Sacra Famiglia con san Giuseppe dormiente della raccolta Causa, una grande Adorazione dei pastori in una chiesa svedese (identificata da Giuliano Briganti con la pala citata dal De Dominici nella chiesa di San Giacomo degli Spagnoli a Napoli) e un Trionfo in collezione privata romana pubblicato da Briganti nel 1988.
Probabilmente allievo di Jusepe de Ribera, Bartolomeo Bassante fu presto attratto da modelli più classicisti che, agli inizi degli anni Quaranta, lo spinsero a mitigare il naturalismo riberiano adottando forme dai contorni più concisi, profili più netti, incarnati più levigati e panneggi leggermente raggelati nella loro preziosità pittorica, fino a raggiungere un approdo più accademico.
L'attribuzione della Santa Caterina al Bassante fu mantenuta, con qualche incertezza, anche nella scheda redatta da Giuliano Briganti quando la tela venne messa in vendita nel 1990 . Allora Briganti manifestava gli stessi dubbi degli studiosi precedenti, riguardanti soprattutto l'alta qualità dell'opera, decisamente superiore alle altre prove dell'artista. La delicatezza d'impasti, l'eleganza e la ricerca naturalistica della Santa Caterina non si ritrovano, ad un livello così alto, nei pochi dipinti conosciuti del Bassante. Nell'opera nota del pittore non sembra così riuscita la congiunzione tra classicismo e naturalismo, qui restituita con finezza dai capelli della santa finemente tracciati, dalla mano bianca, dall'impugnatura rilucente dello spadone, dalla manica in seta rosa.

Una diversa traccia seguì Ferdinando Bologna presentando la Santa Caterina alla mostra "Battistello Caracciolo e il primo naturalismo a Napoli", tenutasi a Napoli nel 1991. Lo studioso proponeva di aggregare l'opera torinese ad un gruppo di tele radunate intorno al cosiddetto "Maestro della Madonna Cellini", dalla Vergine che allatta il Bambino nella raccolta romana di Pico Cellini. Attivo a partire dalla metà del secondo decennio del Seicento, il maestro rivela qualità di accuratezza naturalistica parallele allo Stanzione, ma autonome e di elevato livello, avvicinabili agli alti esiti raggiunti dalla Santa Caterina.
Della fortuna della Santa Caterina è testimonianza la tela pubblicata da M. Marini nel 1974 ("Pittori a Napoli. 1610 - 1656: contributi e schede", Roma, fig. 55) come replica autografa, ma da ritenersi piuttosto copia o variante di altra mano.

BIBLIOGRAFIA

R. CAUSA, La pittura del Seicento a Napoli dal naturalismo al barocco, in Storia di Napoli, Napoli 1972, pp. 974, n. 55, fig. 288;

N. SPINOSA, Bartolomeo Bassante. Santa Caterina d'Alessandria, in Civiltà del Seicento a Napoli, catalogo della mostra, Napoli 1984, scheda n. 2.5, p. 189;

G. BRIGANTI, Bartolomeo Bassante (?). Santa Caterina d'Alessandria, in G. Romano (a cura di), Da Biduino ad Algardi. Pittura e scultura a confronto, Torino 1990, scheda n. 13, pp. 154-157;

F. BOLOGNA; Battistello Caracciolo e il primo naturalismo a Napoli, Napoli 1991, scheda n. 2.90, pp. 321-322.

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