Aperto al pubblico il 4 giugno 1863 per iniziativa dell'assessore Pio Agodino, il Museo Civico di Torino nasce con due obiettivi specifici: documentare la storia del lavoro dalle epoche più remote al presente, su modello del South Kensington Museum (oggi Victoria and Albert); raccogliere ed esporre le opere d'arte italiana moderna. Questo impianto iniziale si modificò nei decenni successivi: si abbandonò il terreno della ricerca archeologica e dell'etnografia e nel 1898 le collezioni d'arte diedero vita alla Galleria d'Arte Moderna. Il patrimonio del Museo, intanto, aveva continuato a crescere, grazie ai costanti acquisti del comune di Torino, spesso dettati dalla volontà di salvaguardare un patrimonio regionale che sarebbe altrimenti andato disperso, e grazie alle importanti donazioni che da sempre sono linfa vitale per le collezioni del Museo.
Nel 1934, sotto la direzione di Vittorio Viale, il Museo si trasferì a Palazzo Madama. Venne realizzato il nuovo allestimento: per il piano del Medioevo e per quello del Barocco, il direttore volle sale ambientate, che mostrassero al pubblico gli ambienti come potevano essere all'epoca in cui opere e manufatti vennero realizzati; per il secondo piano, dedicato alle arti decorative, le eleganti vetrine lignee.
Il Museo Civico d'Arte Antica
Nascita
Collezione
Dalla sua nascita, e fino ai giorni nostri, l'attività di arricchimento delle collezioni del Museo è sempre continuata grazie alle importanti donazioni e agli acquisti della Città di Torino, all'attenzione e la partecipazione della Fondazione CRT , i cui doni costituiscono un capitolo significativo della vita e della vivacità del Museo, perfettamente inserito nella traccia portante delle sue collezioni.
Il patrimonio del Museo conta oggi più di sessantamila opere.
Le acquisizioni, anche negli anni di chiusura del Museo (1988-2006) non si sono mai interrotte, rispettando la storia del museo e puntando da un lato all'arricchimento delle collezioni di arte decorativa, dall'altro a grandi opere di significato sia locale che europeo. Rientrano in questo filone
gli smalti limosini duecenteschi del cofano appartenuto a Guala Bicchieri e
l'acquisto recente della splendida Santa Caterina attribuita a Bartolomeo Bassante.
Nel 2003 la Fondazione Torino Musei ha tracciato le linee guida della sua azione, che possono essere sintetizzate in cinque punti cardine: la valorizzazione, la coerenza, l'efficacia,
la congruità, l'eccezionalità.
Dalla sua nascita, e fino ai giorni nostri, l'attività di arricchimento delle collezioni del Museo è sempre continuata grazie alle importanti donazioni e agli acquisti della Città di Torino, all'attenzione e la partecipazione della Fondazione CRT , i cui doni costituiscono un capitolo significativo della vita e della vivacità del Museo, perfettamente inserito nella traccia portante delle sue collezioni.
Il patrimonio del Museo conta oggi più di sessantamila opere.
Le acquisizioni, anche negli anni di chiusura del Museo (1988-2006) non si sono mai interrotte, rispettando la storia del museo e puntando da un lato all'arricchimento delle collezioni di arte decorativa, dall'altro a grandi opere di significato sia locale che europeo. Rientrano in questo filone
gli smalti limosini duecenteschi del cofano appartenuto a Guala Bicchieri e
l'acquisto recente della splendida Santa Caterina attribuita a Bartolomeo Bassante.
Nel 2003 la Fondazione Torino Musei ha tracciato le linee guida della sua azione, che possono essere sintetizzate in cinque punti cardine: la valorizzazione, la coerenza, l'efficacia,
la congruità, l'eccezionalità.
Nuovo allestimento
Dopo la chiusura del Museo, avvenuta nel 1988, e una successiva fase difficile e confusa, nel 1998, con l'approvazione del "Progetto Palazzo Madama" ha preso il via la stagione di interventi che ha portato alla riapertura di Palazzo Madama il 15 dicembre 2006. Il restauro architettonico, il riallestimento del Museo sulla base delle moderne esigenze museali, in termini di esposizione, fruibilità e servizi, sono andate di pari passo con gli importanti lavori per l'adeguamento strutturale della sede. Complessivamente oltre 150 restauratori si sono alternati negli interventi sul palazzo e ben 71 ditte sono state impegnate nei restauri architettonici e delle collezioni museali.
Il percorso museale si snoda su quattro piani che corrispondono ad altrettante tappe di sviluppo nel tempo.
I primi secoli del medioevo corrispondono alle raccolte sistemate al livello del fossato, nel Lapidario Medievale, con sculture, mosaici e oreficerie (tra cui il prezioso Tesoro di Desana) databili dal tardo-antico al Romanico. Gli ambienti quattrocenteschi del piano terra ospitano invece un itinerario che va grosso modo dal Gotico al Rinascimento, con pitture, sculture, miniature e oggetti preziosi (come il duecentesco scrigno di Guala Bicchieri), provenienti in larga parte dai territori del Piemonte e databili tra il XIII e il XVI secolo; nella sala circolare della Torre Tesori, una delle torri quattrocentesche del vecchio castello, una selezione di capolavori, tra cui il celebre Ritratto d'uomo di Antonello da Messina e il codice delle Très belles Heures de Notre Dame de Jean de Berry,miniato da Jan Van Eyck.
Dopo la chiusura del Museo, avvenuta nel 1988, e una successiva fase difficile e confusa, nel 1998, con l'approvazione del "Progetto Palazzo Madama" ha preso il via la stagione di interventi che ha portato alla riapertura di Palazzo Madama il 15 dicembre 2006. Il restauro architettonico, il riallestimento del Museo sulla base delle moderne esigenze museali, in termini di esposizione, fruibilità e servizi, sono andate di pari passo con gli importanti lavori per l'adeguamento strutturale della sede. Complessivamente oltre 150 restauratori si sono alternati negli interventi sul palazzo e ben 71 ditte sono state impegnate nei restauri architettonici e delle collezioni museali.
Il percorso museale si snoda su quattro piani che corrispondono ad altrettante tappe di sviluppo nel tempo.
I primi secoli del medioevo corrispondono alle raccolte sistemate al livello del fossato, nel Lapidario Medievale, con sculture, mosaici e oreficerie (tra cui il prezioso Tesoro di Desana) databili dal tardo-antico al Romanico. Gli ambienti quattrocenteschi del piano terra ospitano invece un itinerario che va grosso modo dal Gotico al Rinascimento, con pitture, sculture, miniature e oggetti preziosi (come il duecentesco scrigno di Guala Bicchieri), provenienti in larga parte dai territori del Piemonte e databili tra il XIII e il XVI secolo; nella sala circolare della Torre Tesori, una delle torri quattrocentesche del vecchio castello, una selezione di capolavori, tra cui il celebre Ritratto d'uomo di Antonello da Messina e il codice delle Très belles Heures de Notre Dame de Jean de Berry,miniato da Jan Van Eyck.
Al piano nobile del palazzo, è allestita la quadreria moderna, con opere che provengono
dalle collezioni e un'importante selezione di arredi frutto della perizia di artigiani ebanisti piemontesi, italiani e francesi; in Torre Tesori, una serie di oggetti d'arte a cavallo tra Cinque e Seicento provenienti dal "gabinetto delle meraviglie"di Carlo Emanuele I.
All'ultimo piano, infine, le raccolte di arte decorativa, cuore del patrimonio del museo, con maioliche e porcellane, vetri e avori, tessuti e pizzi, oreficerie e metalli e lo straordinario nucleo di vetri dorati, dipinti e graffiti, unico al mondo per quantità e qualità di esemplari, donato al Museo dal marchese Emanuele Tapparelli d'Azeglio nel 1890.
Nella riformulazione degli spazi museali la grande Sala del Senato è dedicata alle esposizioni temporanee . Infine il Museo si è dotato di nuovi servizi, nello spirito di un nuovo rapporto con il suo pubblico: dalla libreria museale specialistica al bookshop ; dal Caffè Madama - ospitato nella Camera della Galleria con i dipinti di Cignaroli alle pareti e nella suggestiva cornice della Veranda Nord, progettata da Filippo Juvarra - all'area relax; dalle audioguide anche per ipovedenti all'archivio consultabile, fino ad un ascensore panoramico vetrato, inserito in una delle antiche torri, da cui lanciare uno sguardo sulla città che cambia.
dalle collezioni e un'importante selezione di arredi frutto della perizia di artigiani ebanisti piemontesi, italiani e francesi; in Torre Tesori, una serie di oggetti d'arte a cavallo tra Cinque e Seicento provenienti dal "gabinetto delle meraviglie"di Carlo Emanuele I.
All'ultimo piano, infine, le raccolte di arte decorativa, cuore del patrimonio del museo, con maioliche e porcellane, vetri e avori, tessuti e pizzi, oreficerie e metalli e lo straordinario nucleo di vetri dorati, dipinti e graffiti, unico al mondo per quantità e qualità di esemplari, donato al Museo dal marchese Emanuele Tapparelli d'Azeglio nel 1890.
Nella riformulazione degli spazi museali la grande Sala del Senato è dedicata alle esposizioni temporanee . Infine il Museo si è dotato di nuovi servizi, nello spirito di un nuovo rapporto con il suo pubblico: dalla libreria museale specialistica al bookshop ; dal Caffè Madama - ospitato nella Camera della Galleria con i dipinti di Cignaroli alle pareti e nella suggestiva cornice della Veranda Nord, progettata da Filippo Juvarra - all'area relax; dalle audioguide anche per ipovedenti all'archivio consultabile, fino ad un ascensore panoramico vetrato, inserito in una delle antiche torri, da cui lanciare uno sguardo sulla città che cambia.




