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Mostra QUANDO IL LIBRO SI RIVESTE D'ARTE

Negli spazi del Gabinetto Cinese e della Piccola Guardaroba del primo piano, ventiquattro testi letterari, poetici e teatrali raccontano l’arte della legatoria attraverso legature inventive, sorprendenti e tecnicamente complesse, realizzate da Luciano Fagnola, Maestro Rilegatore e restauratore di libri e manoscritti.

Mostra NOTRE-DAME DE PARIS

Una mostra innovativa e multimediale dà vita a quattro sculture gotiche provenienti dalla celebre cattedrale di Notre-Dame de Paris che accompagneranno il pubblico a riflettere su temi cruciali per l'arte: l’organizzazione del lavoro in un cantiere medievale complesso come quello di una cattedrale, il tema della distruzione e mutilazione delle opere d’arte per ragioni politiche, fino a quello del restauro integrativo “romantico” dei monumenti medievali, che caratterizza gli interventi del XIX secolo in tutta Europa. L’esposizione, curata della conservatrice di Palazzo Madama Simonetta Castronovo e allestita nella Sala Stemmi del museo, è frutto di una collaborazione con il Musée de Cluny – Musée national du Moyen Âge di Parigi

L’evento si configura come una mostra dossier dedicata al tema della scultura gotica francese nella prima metà del 1200 e, in particolare, al cantiere della cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Dal portale dell’Incoronazione della Vergine sulla facciata occidentale proviene la Testa d’Angelo, mentre dal portale del braccio settentrionale del transetto provengono la Testa di Re mago, la Testa di uomo barbuto e la Testa di figura femminile, allegoria di una virtù teologale. Queste quattro opere, oltre a essere esempi di altissima qualità della scultura medievale europea, sono testimonianze di quel momento della civiltà gotica indicato dal celebre storico dell’arte Cesare Gnudi come “classicismo gotico” o “naturalismo gotico”, che ebbe un forte influsso, alla fine del Duecento, anche sui protagonisti del Gotico in Italia: Giotto, Nicola Pisano, Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio.

Le teste sono presentate con un coinvolgente allestimento audiovisivo, realizzato da Leandro Agostini, che ricrea uno sfondo architettonico e ambientale per le sculture, arricchendo la visita con proiezioni e voci fuori campo, che animano i quattro personaggi e ne raccontano la storia. In questo modo il percorso espositivo diventa un’occasione di approfondimento sulle straordinarie sculture gotiche di Notre-Dame, offrendo contemporaneamente ai visitatori una narrazione sulla Cattedrale parigina (dal Medioevo alle distruzioni successive alla Rivoluzione Francese, fino ai restauri integrativi di Eugène Viollet-le-Duc alla metà dell’Ottocento) e un’illustrazione dei diversi caratteri iconografici e stilistici dei suoi portali.

Tra il 1793 e il 1794 le quattro sculture esposte a Palazzo Madama furono rimosse dalla cattedrale parigina, insieme a molte altre che decoravano la galleria dei Re e i portali della facciata, su ordine del Comité revolutionnaire de la Section de la Cité, in quanto simbolo della feudalità, della monarchia e della religione. Infatti dal 1793 la Francia era diventata una repubblica - Luigi XVI e Maria Antonietta erano stati ghigliottinati all’inizio dell’anno -  retta da un Comitato di salute pubblica guidato da Robespierre. Le sculture, molte ormai allo stato di frammenti, abbandonate a lungo sul sagrato della chiesa, vennero successivamente cedute a impresari cittadini interessati a reimpiegarle come materiale da costruzione. Una perdita che è all’origine dell’imponente cantiere di restauro della Cattedrale, negli anni 1845-64, a opera di Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus, che si dovettero basare, per realizzare le nuove sculture, in sostituzione di quelle perdute, su disegni e incisioni antiche raffiguranti i portali, imitando per quanto riguarda lo stile il linguaggio delle sculture gotiche coeve di Chartres, Reims e Amiens. Molte delle sculture originali di Notre-Dame, comprese le quattro opere esposte a Palazzo Madama, insieme a centinaia di frammenti, sono state rinvenute nel 1977 durante lavori alle fondazioni dell’hôtel Moreau a Parigi, sede della Banque Française du commerce extérieur, che poi decise di donarle allo Stato francese per essere depositate al Musée de Cluny, che le conserva dal 1980.

La mostra suggella un proficuo rapporto di collaborazione con il Musée di Cluny, avviato già nel 2015 all’interno della Rete europea dei musei di arte medievale, nata nel 2011 per promuovere iniziative espositive comuni, ricerche condivise, convegni e conferenze sul patrimonio di arte medievale conservato in tali istituzioni. La rete oggi riunisce il Musée de Cluny di Parigi, il Museo del Bargello di Firenze, lo Schnütgen Museum di Colonia, il Museo Diocesano di Vic in Catalogna, Palazzo Madama- Museo Civico d’Arte Antica di Torino, il Musée Mayer van den Bergh di Anversa, il Catharijnconvent di Utrecht e il Musée de l’Oeuvre Notre-Dame di Strasburgo. Il Musée de Cluny e Palazzo Madama hanno già realizzato un’importante mostra in partenership: Les émaux de Limoges à décor profane. Autour des collections du cardinal Guala Bicchieri (Parigi, Musée de Cluny, 13 aprile – 29 agosto 2016), poi presentata a Torino con il titolo Un cardinale in viaggio. Guala Bicchieri collezionista di arte gotica tra Vercelli, Limoges, Parigi e Londra (10 novembre 2016 – 6 febbraio 2017).

 

Mostra STEVE McCURRY. LEGGERE

Steve McCurry. Leggere è un tributo ai lettori che il grande fotografo statunitense ha ritratto in ogni angolo del mondo in oltre quarant’anni di carriera. 
Curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari, da Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore, la rassegna presenta 65 fotografie che ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell'atto intimo e universale del leggere: persone catturate dall'obiettivo di McCurry che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportare in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell'uomo. I contesti sono i più vari: i luoghi di preghiera in Turchia, le strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Immagini vibranti e intense, che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.
Le fotografie rendono omaggio alla parola scritta e sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo: in una sorta di percorso parallelo, un contrappunto di parole dedicate alla lettura affianca gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.
La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra. Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.
La mostra è prodotta da Civita Mostre e Musei.

Mostra MADAME REALI: CULTURA E POTERE DA PARIGI A TORINO

La mostra documenta la vita e le azioni di due donne che impressero un forte sviluppo alla società e alla cultura artistica nello stato sabaudo tra il 1600 e il 1700: Cristina di Francia (Parigi 1606 – Torino 1663) e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours (Parigi 1644 – Torino 1724). Due figure emblematiche della storia europea, che esercitarono il loro potere declinato al femminile per affermare e difendere il proprio ruolo e l’autonomia del loro Stato.

DE SCULPTURAE NATURA - Luigi Mainolfi, Luisa Valentini, Paolo Grassino e Maura Banfo

In occasione di Artissima 2018, Palazzo Madama presenta dall’ 1 al 18 novembre 2018 l’installazione De sculpturae natura: cinque sculture di quattro artisti contemporanei che interpretano il tema della natura nell’aulica Sala Senato del Museo Civico di Arte Antica di Palazzo Madama.
Luigi Mainolfi espone due bronzi dal nome Silontes, uno tutto dorato e uno nero, animali d’invenzione scaturiti dalle gouaches del suo Bestiario del Sole, esseri viventi dalle duplici nature, che fondono mitologia classica e contemporaneità.
Paolo Grassino con la sua opera Fiati accoglie il visitatore con un cervo, un animale ieratico e immutabile, sospeso tra realtà e irrealtà, con lo sguardo fisso su un punto indefinito dello spazio e del tempo. Il cervo nella tradizione celtica, cristiana e sciamanica incarna il momento di passaggio tra il mondo terreno e quello ultraterreno. Ogni anno le corna del cervo si rinnovano e diventano il simbolo del continuo rigenerarsi della vita e del processo di morte e rinascita.
Maura Banfo con il suo Nido di legno e resina rifinito con zincatura di argento freddo, metafora della casa, costruisce un rifugio temporaneo e protettivo, che ci mette al riparo dalle intemperie politiche, sociali e culturali.
La quarta artista in mostra, Luisa Valentini, è presente con un lavoro  proposto nell'ambito di Art Site Fest 2018, un percorso nei linguaggi della contemporaneità, tra fotografia, scultura, pittura, teatro e musica in alcune delle più belle residenze storiche del Piemonte. L’opera è costituita da tre gigantesche rose collocate accanto al monumentale caminetto: una rosso carminio, una bianca, una argentea (di alluminio), e tutt'intorno sono sparsi a terra petali, semi e frutti: Frame of Nature.

 

De sculpturae Natura è una Instant Exibition, una mostra realizzata in tempi rapidissimi in voluta concomitanza con l'inaugurazione di Artissima 2018, invitando ad esporre nella prestigiosa Sala del Senato di Palazzo Madama, quattro artisti che vivono e lavorano a Torino, due uomini e due donne, nella piena maturità della loro carriera, le cui opere in mostra traggono ispirazione dalla Natura. Da qui il titolo in latino Della Natura della scultura, evocando il celebre testo di Lucrezio, ma soprattutto mettendo in risalto quanto ancora oggi sia importante l'ispirazione tratta dalla Natura. Mainolfi, dei quattro è il più "grande", anche di età: nato in Campania, formatosi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, si è affermato partendo proprio da Torino, dove inizia un cursus honorum che lo porta a una notorietà internazionale. Mainolfi per molti anni a Torino insegna Scultura, e nel suo studio lavorano come assistenti tanti giovani, diventati poi artisti grazie alla sua vulcanica generosità intellettuale. Anche per questa ragione, in mostra accanto a lui abbiamo invitato due artisti che potremmo definire suoi ex allievi: Paolo Grassino e Maura Banfo. Grassino scultore al 100%. La Banfo artista che ha utilizzato come prevalente mezzo espressivo, e con grande originalità, la fotografia, avvicinatasi nella piena maturità e con successo alla scultura. Scultrice a tutto tondo è Luisa Valentini, presente in mostra con un'opera che fa parte di Artsite, rassegna "diffusa" in alcune delle più belle residenze storiche del Piemonte. Quattro personalità tutte professionalmente molto preparate, che hanno portato a Palazzo Madama lavori di straordinaria qualità tecnica e poetica, per far capire, che la Scultura è ancora vitalissima, nonostante abbia rischiato di essere sopraffatta dalle tante e troppe installazioni post-dadaiste, poveriste o esasperatamente concettuali. Un’Arte dotata tutt’oggi di una straordinaria forza e ragion d'essere nel caotico mondo globalizzato dell'arte contemporanea.”  Guido Curto, Direttore di Palazzo Madama

NINFA DEL CEDRO. AMADRIADE DAL CUORE ALATO - Luisa Valentini

In occasione di Art Site Fest 2018, un percorso nei linguaggi della contemporaneità, tra fotografia, scultura, pittura, teatro e musica in alcune delle più belle residenze storiche del Piemonte, Palazzo Madama presenta un intervento site specific dell’artista Luisa Valentini, titolare della cattedra di Plastica Ornamentale all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Nel Giardino della Principessa di Palazzo Madama l’artista torinese ha collocato una scultura intitolata Ninfa del Cedro. Amadriade dal cuore alato, costruita in acciaio e ferro smaltato, al cui interno si intravede un corpo femminile nel quale pulsa un cuore rosso, costituito da una piuma leggera, vibrante e delicata. Altre tre grandi piume sono fissate sulle mura di mattoni della facciata medievale di Palazzo Madama. Opere che evocano un’idea di arte come leggerezza e rimandano al volo delle tante rondini che hanno i loro nidi nelle torri del palazzo, proponendo una riflessione sulla doppia essenza di luogo di arte e natura in costante trasformazione.

Amadriade, ninfa della mitologia greca, rappresenta l’anima di un albero di cedro che si è radicata nel Giardino della Principessa di Palazzo Madama.

In parte pudicamente celata dalle ali di sepali della pigna del cedro, la ninfa è gravida ed è racchiusa in un involucro di crisalide, che si sta aprendo quasi come le ali di una farfalla. Si rivela così, nella metamorfosi continua degli elementi, il suo legame con le concatenazioni di esistenze: passato, presente e futuro.

Si tratta di una amadriade, creatura che rappresenta nel mito greco lo spirito sacro dell’albero, con il quale la ninfa vive in stretta simbiosi e verso il quale i mortali hanno l’obbligo di avere il massimo riguardo: numerosi sono infatti i racconti, ripresi e resi celebri da Ovidio, delle punizioni applicate a chi, anche involontariamente, ne ha strappato un ramo o piegato una foglia.

Luisa Valentini conduce il suo sguardo sul rapporto uomo-natura attraverso i sentieri degli archetipi femminili e del dialogo con la memoria creativa dell’umanità.

Mostra "LA SINDONE E LA SUA IMMAGINE"

Il percorso espositivo ripercorre la storia della Sindone e le diverse funzioni delle immagini che l’hanno riprodotta nel corso di cinque secoli, da quando il Sacro Lino fu trasferito da Chambéry a Torino nel 1578, per volere di Emanuele Filiberto di Savoia.
Le raffigurazioni della Sindone realizzate dal momento del suo arrivo in Piemonte fino al principio del 1900 hanno svolto svariate finalità: immagini celebrative dinastiche in ricordo di Ostensioni avvenute in particolari festività ed eventi politici, oppure legate a avvenimenti storici; lavori di alto livello esecutivo accanto ad altri più popolari dagli evidenti scopi devozionali. Opere prodotte con tecniche diverse - incisioni, disegni e dipinti su carta, su seta o su pergamena, ricami e insegne processionali – dove la Sindone è presentata secondo rigidi modelli iconografici che lasciano, però, spazio alla fantasia dell’artista per l’ambientazione e la decorazione. All’interno delle scene dipinte si alternano svariati personaggi storici, sia ecclesiastici sia della famiglia reale, le forme dei baldacchini, le immagini di carattere devozionale in cui il lenzuolo è sorretto dalla Madonna e dai Santi, le architetture effimere predisposte per la sua presentazione ai pellegrini in Piazza Castello, i simboli della Passione, le ghirlande fiorite e gli oggetti destinati alla devozione privata e al mercato dei souvenir. In apertura troviamo il grande dipinto a olio su tela di Pieter Bolckmann del 1686, raffigurante Piazza Castello affollata in occasione dell’Ostensione del 1684 per il matrimonio di Vittorio Amedeo II con Anna d’Orléans. Dal Museo della Sindone provengono oggetti significativi come la cassetta che servì a trasportare la reliquia a Torino nel 1578 e la macchina fotografica da campo utilizzata da Secondo Pia, il primo a documentare fotograficamente la Sindone nel 1898.
L’allestimento è ambientato nella Corte Medievale di Palazzo Madama, suggestivo ambiente fatto edificare da Cristina di Francia nel 1636, dove sulla parete di fondo è ben visibile un affresco raffigurante l’Ostensione della Sindone organizzata nel 1642 per celebrare la fine delle ostilità tra la stessa Madama Reale, reggente per il figlio Carlo Emanuele II, e i suoi cognati, il Principe Tommaso e il Cardinale Maurizio. 
 

Mostra "LASCIARE IL SEGNO" a cura degli studenti della Summer School

La mostra, organizzata dai sedici studenti della Summer School, è incentrata sull’impronta, concetto che evoca la capacità dell’uomo di lasciare traccia del proprio passaggio.

L’esposizione è articolata in tre diverse vetrine dove sono esposti venti oggetti provenienti dalle collezioni d’arte antica di Palazzo Madama, utilizzati nel passato per abbellire il corpo e i tessuti, per dare forma e volume a più materiali, inoltre per chiudere e convalidare importanti documenti.

Dall’11 al 22 giugno 2018 gli studenti hanno lavorato con il personale del museo per curare i diversi aspetti della mostra:  la selezione delle opere, l’allestimento e la comunicazione del progetto.

La Summer School è un percorso di alternanza scuola- lavoro che si effettua all’interno di Palazzo Madama per un totale di 75 ore di crediti formativi.
I partecipanti sono sedici studenti provenienti da quattro istituti superiori di Torino e provincia che hanno partecipato e vinto il concorso “Raccontami Palazzo Madama” promosso dal museo e dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali.
Obiettivo della Summer School è offrire l’occasione di vivere dieci intensi giorni formativi all’interno di un museo per coglierne la sua complessità e le diverse professionalità che vi operano.

Gli studenti si sono quindi immersi in questa realtà e hanno avuto l’opportunità di conoscere le varie figure professionali: i conservatori Maria Paola Ruffino,  Simone Baiocco, Simonetta Castronovo, Clelia Arnaldi; il curatore botanico del giardino Edoardo Santoro; per la comunicazione Carlotta Margarone e Elsa Artuffo; Stefania Audisio dell'Ufficio stampa; gli operatori di sala del museo e la coordinatrice Elisa Barone; la stagista Jessica Siwecka.

Hanno svolto alcune attività con collaboratori esterni: un laboratorio di lavorazione dell’argilla e un workshop di video 360.
Il tirocinio si è concretizzato con la progettazione, la realizzazione e la promozione della mostra allestita nelle sale di Palazzo Madama e frutto della collaborazione tra gli studenti e il personale del museo.

La mostra è stata realizzata da: Noemi Balice, Alessia Barra,  Silvia Baracco, Giacomo Beccaria, Antonio Bolognesi, Elisa Brusà, Marco Buccheri, Natasha Caputo, Elisabetta Coltro, Roberta Fraggiacomo, Alessia Lluca, Beatrice Macagno, Alice Rubolini, Giulia Scaliti , Elisa Villa , Angelica Visconti.

 

 

mostra 8 SCENOGRAFIE PER MACBETH

L’esposizione presenta maquette, bozzetti, tavole tecniche, campioni di elementi di scena realizzati dagli studenti dell’ultimo anno della laurea in Architettura del Politecnico di Torino, in collaborazione con il Teatro Regio di Torino, come esercitazione nella messa in scena dell'opera Macbeth di Giuseppe Verdi: le opere  sono il frutto di una sinergia di competenze e conoscenze tecniche, artistiche e musicali e costituiscono il risultato di un workshop di durata annuale, nel corso del quale gli studenti hanno affrontato la complessità della macchina dello spettacolo.
Il workshop si è svolto nell’anno accademico 2016-17 in significativa concomitanza con le celebrazioni per i 400 anni dalla morte di William Shakespeare, grande drammaturgo e poeta inglese da cui è tratta l'opera musicata da Giuseppe Verdi.

In mostra è dunque possibile ammirare progetti veri e propri, potenzialmente pronti per una messa in scena, molto dissimili l’uno dall’altro, frutto della creatività di trentuno giovani e fantasiosi studenti, che si sono accostati con entusiasmo e competenza al mondo fatato e magico della lirica, al quale erano perlopiù estranei. Si tratta di un variegato progetto, realizzato in gran parte presso i laboratori di scenografia del Teatro Regio di Torino a Settimo Torinese, rivolto agli studenti dei corsi di laurea magistrale dell’area dell’Architettura. Ogni anno il laboratorio si svolge a numero chiuso e coinvolge una quarantina di studenti riuniti in una decina di gruppi, che partecipano a lezioni frontali di carattere storico-musicale e scenografico, anche con l’intervento di professionisti del settore: registi, scenografi, giornalisti, critici, cantanti etc. Questa prima fase è propedeutica al lavoro vero e proprio di progettazione architettonica dell’allestimento.
Un’avventura affascinante e pressoché unica nel loro percorso di studi, che forse per alcuni di loro potrà costituire il possibile sbocco per un’attività professionale.

I modelli sono in dialogo con alcune opere a soggetto teatrale appartenenti alle collezioni di Palazzo Madama.

Studenti del Politecnico di Torino, autori delle opere in mostra: Manuela Baracani, Basile Federica, Arianna Battaglino, Marta Calvo, Ilaria Cannatà, Sara Cavaliere, Roberta Chiabaudo, Lorenzo Concordia, Mattia Croci, Martina Curcio, Maria Lucilla Flamini, Eleonora Forese, Garbolino Letizia, Giulia Giacone, Luca Girardi, Laura Giusto, Noemi Giulia Lanzetti, Marta Littera, Marchiori Cristina, Ilenia Masucco, Alessandro Zayat Nur Mazza, Anna Montanari, Irene Nequinio, Temirlan Nurpeissov, Athena Quitadamo, Cristiana Renò, Agostino Strina, Bianca Paula Tancau, Matteo Tempestim, Stefania Venuto, Annalaura Vigini. 

L'esposizione è curata da Roberto Monaco, Valentina Donato, Claudia BoassoAttilio PiovanoLoris e Martina Poët.
Roberto Monaco è Professore Ordinario del Politecnico di Torino
Valentina Donato è architetto
Claudia Boasso è scenografa del Teatro Regio di Torino
Attilio Piovano è docente del Conservatorio “G. Cantelli” di Novara
Loris Poët è architetto
Martina Poët è illustratrice grafica

Video installazione GUALTIERO MARCHESI. LA CUCINA COME PURA FORMA D’ARTE

Nell’ambito del Bocuse d’Or Europe OFF 2018, da venerdì 18 maggio 2018, Palazzo Madama presenta al Piano Nobile in Sala Senato un’installazione dedicata a Gualtiero Marchesi: La cucina come pura forma d’arte. L’intervento è nato dalla collaborazione tra il Circolo dei Lettori di Torino, l’Accademia Bocuse d’Or Italia, la Fondazione Torino Musei e la Fondazione Gualtiero Marchesi di Milano.

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