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Anteriore al 1951
Zucca, legno
238/OV
Altezza: 21,5 cm, Diametro: 10,4 cm
Pipa ad acqua
Musy padre e figlio
Pipa ad acqua ricavata da una zucca (calabash)
Pipa ricavata da una zucca svuotata ed essiccata nella quale è stato inserito un cannello in legno. La superficie della zucca è stata tinta di colore rosso-ocra e, successivamente, lucidata. Presenza di un foro praticato a circa metà del corpo. Al di sopra del cannello parte una decorazione a pirografo composta da un corpo verticale dal quale si dipartono a destra dei motivi geometrici a triangolo e a sinistra un motivo vegetale con tre rami obliqui con foglie lanceolate.



Questo oggetto è di produzione Luba, gruppo che vive nelle province del Kasai e del Katanga dell’attuale Repubblica Democratica del Congo, ma pipe simili sono diffuse anche presso i Chokwe e i Songye.



In gran parte del continente africano esistono contenitori, bicchieri, mestoli e fiaschette ottenute da una pianta simile ad una zucca denominata calabash (“Crescentia cujete") utilizzata per ricavare oggetti d’uso quotidiano. Il processo di fabbricazione dei calabash prevede una prima fase nella quale le zucche selezionate vengono immerse in acqua per diversi giorni fino a quando i semi non marciscono. Successivamente, le zucche vengono aperte e svuotate del contenuto, quindi lasciate al sole. Appena raccolte, esse hanno una colorazione chiara. Una volta essiccate, la buccia esterna diventa gialla e si scurisce con l'età e l'uso.



Anche le pipe, come quella in esame, possono essere realizzate a partire da un calabash. La zucca viene lavorata in modo da ottenere una camera di combustione, mentre il cannello in legno serve per filtrare il tabacco. Presso i Luba la pipa veniva utilizzata per fumare tabacco o, in alternativa, sostanze narcotiche. Rispetto alle pipe tradizionali, le pipe ad acqua sono meno irritanti per la gola e per i polmoni.



Il bene appartiene al corpus di 185 oggetti donati al Museo da Tiziano Veggia (1893-1957). Veggia lavorò come ingegnere nel Congo Belga per la Compagnie du Chemin de Fer Bas Congo-Katanga (1919-1936) e per l’Otraco (1936-1951), affiancando alla sua attività lavorativa la pratica del collezionismo. Nel maggio 1955 donò la sua collezione al Museo Civico di Torino
Fava A.S., Africa, America, Oceania. Le collezioni etnologiche del Museo Civico di Torino. Storia delle collezioni etnologiche del Museo Civico di Torino, 1978, p.42,
Meyer, L., Art and craft in Africa : everyday life, ritual, court art, 1995, informazioni sui calabash pp. 45,46,
Forbes, C. S., Making for New Markets: Art, Innovation, and Collecting in Colonial-Era Congo, 1880–1940, 2020,
Nze, A. C., Nwanna, C., & Nzoiwu, A., An exploration of organic materials for art production: the use of calabash for modern sculpture, 2023,
Memory : Luba art and the making of history, 1996