Mostre | Page 2 | Palazzo Madama

PORCELLANE DA RE. Un dono per Vittorio Amedeo II - Nuova acquisizione

Il “Servizio del Re di Sardegna”, messo in vendita a Londra da Christie’s il 4 luglio 2019 e acquistato dalla Fondazione Torino Musei, costituisce una riscoperta straordinaria nella storia della porcellana europea. Creduto disperso, si era invece conservato presso la stessa famiglia, la Casa Reale di Savoia, per quasi trecento anni. La sua ricomparsa sul mercato è stata considerata come sensazionale e ha catalizzato l’attenzione degli esperti di tutto il mondo.

LOVE IS THE MESSAGE, THE MESSAGE IS DEATH (2016) by Arthur Jafa

La Fondation Prince Pierre de Monaco, in occasione di Artissima 2019, espone a Palazzo Madama nella Sala del Senato il video Love is the Message, the Message is Death (2016) di Arthur Jafa, vincitore della 47esima edizione del PIAC – Prix International d’Art Contemporain.
L'esposizione è a cura di Lorenzo Fusi.

Nominato dal curatore sudafricano Tumelo Mosaka, Love Is the Message, The Message Is Death è un video che in sette minuti orchestra un montaggio di filmati storici, personali e attuali che ripercorrono la storia e l’esperienza afroamericane.

Mostra L’ITALIA DEL RINASCIMENTO. LO SPLENDORE DELLA MAIOLICA

Oltre 200 capolavori, alcuni dei quali esposti per la prima volta in Italia, illustrano la maiolica rinascimentale italiana, la forma d'arte che nel modo più completo e con i colori più vivi riflette il gusto e lo stile di vita delle donne e degli uomini del Rinascimento.
La storia affascinante ed unica della maiolica italiana nella sua età dell’oro, dalla seconda metà del 1400 alla metà del 1500, è raccontata da un curatore di eccezione, lo storico dell'arte Timothy Wilson, in collaborazione con Cristina Maritano, conservatore di Palazzo Madama.

Mostra QUANDO IL LIBRO SI RIVESTE D'ARTE

Negli spazi del Gabinetto Cinese e della Piccola Guardaroba del primo piano, ventiquattro testi letterari, poetici e teatrali raccontano l’arte della legatoria attraverso legature inventive, sorprendenti e tecnicamente complesse, realizzate da Luciano Fagnola, Maestro Rilegatore e restauratore di libri e manoscritti.

Mostra NOTRE-DAME DE PARIS

Una mostra innovativa e multimediale dà vita a quattro sculture gotiche provenienti dalla celebre cattedrale di Notre-Dame de Paris che accompagneranno il pubblico a riflettere su temi cruciali per l'arte: l’organizzazione del lavoro in un cantiere medievale complesso come quello di una cattedrale, il tema della distruzione e mutilazione delle opere d’arte per ragioni politiche, fino a quello del restauro integrativo “romantico” dei monumenti medievali, che caratterizza gli interventi del XIX secolo in tutta Europa. L’esposizione, curata della conservatrice di Palazzo Madama Simonetta Castronovo e allestita nella Sala Stemmi del museo, è frutto di una collaborazione con il Musée de Cluny – Musée national du Moyen Âge di Parigi

L’evento si configura come una mostra dossier dedicata al tema della scultura gotica francese nella prima metà del 1200 e, in particolare, al cantiere della cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Dal portale dell’Incoronazione della Vergine sulla facciata occidentale proviene la Testa d’Angelo, mentre dal portale del braccio settentrionale del transetto provengono la Testa di Re mago, la Testa di uomo barbuto e la Testa di figura femminile, allegoria di una virtù teologale. Queste quattro opere, oltre a essere esempi di altissima qualità della scultura medievale europea, sono testimonianze di quel momento della civiltà gotica indicato dal celebre storico dell’arte Cesare Gnudi come “classicismo gotico” o “naturalismo gotico”, che ebbe un forte influsso, alla fine del Duecento, anche sui protagonisti del Gotico in Italia: Giotto, Nicola Pisano, Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio.

Le teste sono presentate con un coinvolgente allestimento audiovisivo, realizzato da Leandro Agostini, che ricrea uno sfondo architettonico e ambientale per le sculture, arricchendo la visita con proiezioni e voci fuori campo, che animano i quattro personaggi e ne raccontano la storia. In questo modo il percorso espositivo diventa un’occasione di approfondimento sulle straordinarie sculture gotiche di Notre-Dame, offrendo contemporaneamente ai visitatori una narrazione sulla Cattedrale parigina (dal Medioevo alle distruzioni successive alla Rivoluzione Francese, fino ai restauri integrativi di Eugène Viollet-le-Duc alla metà dell’Ottocento) e un’illustrazione dei diversi caratteri iconografici e stilistici dei suoi portali.

Tra il 1793 e il 1794 le quattro sculture esposte a Palazzo Madama furono rimosse dalla cattedrale parigina, insieme a molte altre che decoravano la galleria dei Re e i portali della facciata, su ordine del Comité revolutionnaire de la Section de la Cité, in quanto simbolo della feudalità, della monarchia e della religione. Infatti dal 1793 la Francia era diventata una repubblica - Luigi XVI e Maria Antonietta erano stati ghigliottinati all’inizio dell’anno -  retta da un Comitato di salute pubblica guidato da Robespierre. Le sculture, molte ormai allo stato di frammenti, abbandonate a lungo sul sagrato della chiesa, vennero successivamente cedute a impresari cittadini interessati a reimpiegarle come materiale da costruzione. Una perdita che è all’origine dell’imponente cantiere di restauro della Cattedrale, negli anni 1845-64, a opera di Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus, che si dovettero basare, per realizzare le nuove sculture, in sostituzione di quelle perdute, su disegni e incisioni antiche raffiguranti i portali, imitando per quanto riguarda lo stile il linguaggio delle sculture gotiche coeve di Chartres, Reims e Amiens. Molte delle sculture originali di Notre-Dame, comprese le quattro opere esposte a Palazzo Madama, insieme a centinaia di frammenti, sono state rinvenute nel 1977 durante lavori alle fondazioni dell’hôtel Moreau a Parigi, sede della Banque Française du commerce extérieur, che poi decise di donarle allo Stato francese per essere depositate al Musée de Cluny, che le conserva dal 1980.

La mostra suggella un proficuo rapporto di collaborazione con il Musée di Cluny, avviato già nel 2015 all’interno della Rete europea dei musei di arte medievale, nata nel 2011 per promuovere iniziative espositive comuni, ricerche condivise, convegni e conferenze sul patrimonio di arte medievale conservato in tali istituzioni. La rete oggi riunisce il Musée de Cluny di Parigi, il Museo del Bargello di Firenze, lo Schnütgen Museum di Colonia, il Museo Diocesano di Vic in Catalogna, Palazzo Madama- Museo Civico d’Arte Antica di Torino, il Musée Mayer van den Bergh di Anversa, il Catharijnconvent di Utrecht e il Musée de l’Oeuvre Notre-Dame di Strasburgo. Il Musée de Cluny e Palazzo Madama hanno già realizzato un’importante mostra in partenership: Les émaux de Limoges à décor profane. Autour des collections du cardinal Guala Bicchieri (Parigi, Musée de Cluny, 13 aprile – 29 agosto 2016), poi presentata a Torino con il titolo Un cardinale in viaggio. Guala Bicchieri collezionista di arte gotica tra Vercelli, Limoges, Parigi e Londra (10 novembre 2016 – 6 febbraio 2017).

 

Mostra STEVE McCURRY. LEGGERE

Steve McCurry. Leggere è un tributo ai lettori che il grande fotografo statunitense ha ritratto in ogni angolo del mondo in oltre quarant’anni di carriera. 
Curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari, da Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore, la rassegna presenta 65 fotografie che ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell'atto intimo e universale del leggere: persone catturate dall'obiettivo di McCurry che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportare in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell'uomo. I contesti sono i più vari: i luoghi di preghiera in Turchia, le strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Immagini vibranti e intense, che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.
Le fotografie rendono omaggio alla parola scritta e sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo: in una sorta di percorso parallelo, un contrappunto di parole dedicate alla lettura affianca gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.
La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra. Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.
La mostra è prodotta da Civita Mostre e Musei.

Mostra MADAME REALI: CULTURA E POTERE DA PARIGI A TORINO

La mostra documenta la vita e le azioni di due donne che impressero un forte sviluppo alla società e alla cultura artistica nello stato sabaudo tra il 1600 e il 1700: Cristina di Francia (Parigi 1606 – Torino 1663) e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours (Parigi 1644 – Torino 1724). Due figure emblematiche della storia europea, che esercitarono il loro potere declinato al femminile per affermare e difendere il proprio ruolo e l’autonomia del loro Stato.

DE SCULPTURAE NATURA - Luigi Mainolfi, Luisa Valentini, Paolo Grassino e Maura Banfo

In occasione di Artissima 2018, Palazzo Madama presenta dall’ 1 al 18 novembre 2018 l’installazione De sculpturae natura: cinque sculture di quattro artisti contemporanei che interpretano il tema della natura nell’aulica Sala Senato del Museo Civico di Arte Antica di Palazzo Madama.
Luigi Mainolfi espone due bronzi dal nome Silontes, uno tutto dorato e uno nero, animali d’invenzione scaturiti dalle gouaches del suo Bestiario del Sole, esseri viventi dalle duplici nature, che fondono mitologia classica e contemporaneità.
Paolo Grassino con la sua opera Fiati accoglie il visitatore con un cervo, un animale ieratico e immutabile, sospeso tra realtà e irrealtà, con lo sguardo fisso su un punto indefinito dello spazio e del tempo. Il cervo nella tradizione celtica, cristiana e sciamanica incarna il momento di passaggio tra il mondo terreno e quello ultraterreno. Ogni anno le corna del cervo si rinnovano e diventano il simbolo del continuo rigenerarsi della vita e del processo di morte e rinascita.
Maura Banfo con il suo Nido di legno e resina rifinito con zincatura di argento freddo, metafora della casa, costruisce un rifugio temporaneo e protettivo, che ci mette al riparo dalle intemperie politiche, sociali e culturali.
La quarta artista in mostra, Luisa Valentini, è presente con un lavoro  proposto nell'ambito di Art Site Fest 2018, un percorso nei linguaggi della contemporaneità, tra fotografia, scultura, pittura, teatro e musica in alcune delle più belle residenze storiche del Piemonte. L’opera è costituita da tre gigantesche rose collocate accanto al monumentale caminetto: una rosso carminio, una bianca, una argentea (di alluminio), e tutt'intorno sono sparsi a terra petali, semi e frutti: Frame of Nature.

 

De sculpturae Natura è una Instant Exibition, una mostra realizzata in tempi rapidissimi in voluta concomitanza con l'inaugurazione di Artissima 2018, invitando ad esporre nella prestigiosa Sala del Senato di Palazzo Madama, quattro artisti che vivono e lavorano a Torino, due uomini e due donne, nella piena maturità della loro carriera, le cui opere in mostra traggono ispirazione dalla Natura. Da qui il titolo in latino Della Natura della scultura, evocando il celebre testo di Lucrezio, ma soprattutto mettendo in risalto quanto ancora oggi sia importante l'ispirazione tratta dalla Natura. Mainolfi, dei quattro è il più "grande", anche di età: nato in Campania, formatosi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, si è affermato partendo proprio da Torino, dove inizia un cursus honorum che lo porta a una notorietà internazionale. Mainolfi per molti anni a Torino insegna Scultura, e nel suo studio lavorano come assistenti tanti giovani, diventati poi artisti grazie alla sua vulcanica generosità intellettuale. Anche per questa ragione, in mostra accanto a lui abbiamo invitato due artisti che potremmo definire suoi ex allievi: Paolo Grassino e Maura Banfo. Grassino scultore al 100%. La Banfo artista che ha utilizzato come prevalente mezzo espressivo, e con grande originalità, la fotografia, avvicinatasi nella piena maturità e con successo alla scultura. Scultrice a tutto tondo è Luisa Valentini, presente in mostra con un'opera che fa parte di Artsite, rassegna "diffusa" in alcune delle più belle residenze storiche del Piemonte. Quattro personalità tutte professionalmente molto preparate, che hanno portato a Palazzo Madama lavori di straordinaria qualità tecnica e poetica, per far capire, che la Scultura è ancora vitalissima, nonostante abbia rischiato di essere sopraffatta dalle tante e troppe installazioni post-dadaiste, poveriste o esasperatamente concettuali. Un’Arte dotata tutt’oggi di una straordinaria forza e ragion d'essere nel caotico mondo globalizzato dell'arte contemporanea.”  Guido Curto, Direttore di Palazzo Madama

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