
Spesso ci sono aree di sosta e di seduta lungo il percorso: sono lì per te, e se ti senti troppo stanco o i tuoi piedi non ce la fanno più, un cambio di ritmo può essere l’ideale. Una sosta più lunga alla caffetteria può aiutarti se stai visitando un museo molto grande, o vuoi riprendere la visita ad una nuova mostra o sezione a mente più fresca.
Ricordo la mia prima visita al Victoria and Albert Museum. Arrivata nella grande hall la prima cosa che feci fu procurarmi una mappa del museo. Questo mi servì a fare un piano di visita ma anche a prendermi un momento, prima di iniziare la visita, per superare il senso di imbarazzo e di spaesamento che provai mettendo piede in uno dei musei che più al mondo desideravo visitare.

Non ci sono regole di tempo: potresti guardare un oggetto per 5 secondi e assorbirne tutta la bellezza, oppure prenderti molti minuti per osservare tutti i dettagli. Se passeggiando nelle sale qualcosa attira la tua attenzione, spendi qualche minuto in più ad osservarlo.
Visitare un museo è un’attività che impegna non solo la nostra mente, ma anche il nostro fisico: spesso si percorrono kilometri lungo le sale, perdendo la cognizione del tempo. Senza arrivare a parlare della famigerata sindrome di Stendhal, che può provocare vertigini e confusione, visitare i musei stimola e mette alla prova la nostra concentrazione, la nostra forza fisica, tutti i nostri sensi.
Proprio perché conosciamo le gioie e le fatiche dei visitatori e ispirati da Daniel Pennac, celebre autore francese, che nel suo saggio Come un romanzo (Feltrinelli, 2000) stilò la “carta dei diritti imprescindibili del lettore”, abbiamo quindi provato a stilare la carta dei diritti del visitatore. Ve la proponiamo come un documento in cantiere: aiutateci a scriverla, a migliorarla, a renderla veramente uno specchio dei vostri desideri. Alla fine dell’anno vorremmo che fosse pronta per essere stampata ed esposta all’ingresso di Palazzo Madama:

- Scattare fotografie durante la visita può essere un buon metodo per osservare i dettagli e portare con voi frammenti di ciò che vi ha più colpito
1. HAI IL DIRITTO DI SENTIRTI A TUO AGIO QUANDO VARCHI L’INGRESSO DEL MUSEO
2. HAI IL DIRITTO DI GODERE DELLA BELLEZZA DELLE OPERE
3. HAI IL DIRITTO DI AVERE LA TUA OPINIONE SU QUELLO CHE VEDI ED EMOZIONARTI SECONDO LE TUE INCLINAZIONI
4. HAI IL DIRITTO DI TROVARE SPIEGAZIONI SU CIO’ CHE NON COMPRENDI
5. HAI IL DIRITTO DI NON LEGGERE LE SPIEGAZIONI

Cerchi con gli occhi prima le indicazioni o prima le opere? Spesso guardiamo più le didascalie che le opere. Questo è utile per sapere qualcosa in più sull’oggetto e la sua storia. Ognuno può cercare la sua strada per sapere quando e come leggere la didascalia. Il trucco è approfondire le opere che veramente ti interessano, non sentirti obbligato a leggere tutto. Il tuo scopo è goderti la tua visita, perciò concentrati sulle opere che ti parlano in quel momento, e leggi le didascalie attentamente solo per quelle.
6. HAI IL DIRITTO DI IGNORARE, NON GUARDARE LE OPERE CHE NON TI INTERESSANO E DI SOFFERMARTI A LUNGO SU QUELLE CHE TI INTERESSANO
7. HAI IL DIRITTO DI SCEGLIERE IL TUO PERCORSO DI VISITA
9. HAI IL DIRITTO DI RIPOSARTI DURANTE LA VISITA





















































Bella iniziativa!!
E’ proprio interessante mettere a servizio del visitatore il museo rendendolo un luogo in cui ci si sente a proprio agio.
Grazie di cuore
Grazie a te Maria Eugenia. Aggiungeresti o cambieresti qualcosa?
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