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Anteriore al 1951
legno, fibre vegetali
441/AR
Lunghezza: 48,6 cm
Astile di freccia
intagliatori francesi
intagliatore francese
Astile di freccia
Astile di freccia con residui di fettuccia.

Presso le popolazioni del Bacino del Congo le frecce venivano realizzate in legno di bambù o di altre piante simili. Le punte venivano temprate a fuoco e, talvolta, potevano, essere leggermente dentellate e rivestite di veleno.

Arco e frecce venivano utilizzati principalmente per la caccia agli uccelli, ma anche per attività di pesca fluviale. La fabbricazione dell’arco e le frecce era un'attività prettamente maschile.



Si presume che il bene sia stato acquisito da Tiziano (1893-1957) nell'attuale Repubblica Democratica del Congo. Veggia lavorò come ingegnere nel Congo Belga per la Compagnie du Chemin de Fer Bas Congo-Katanga (1919-1936) e per l’Otraco (1936-1951), affiancando alla sua attività lavorativa la pratica del collezionismo. Nel maggio 1955 donò la sua collezione al Museo Civico di Torino.

Il bene 1921/TOP è conservato in un pacchetto insieme ad altri 5 fusti di freccia (1927/TOP, 1928/TOP, 1930/TOP, 1919/TOP e 1917/TOP).
Maes, J., Notes sur les populations des bassins du Kasai, de la Lukénie, et du lac Léopold II, 1924, pp. 67, 90. Informazioni su arco, frecce e utilizzo