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Anteriore al 1951
Fibra vegetale, gomma
1856/L
Peso: 153 g, Diametro: 7,3 cm
Iran, Ravy
Palla di gomma naturale
Palla di caucciù allo stato grezzo avvolto in tutte le direzioni da fili in fibra vegetale.



L’oggetto proviene dall’attuale Repubblica Democratica del Congo, uno dei principali produttori di gomma naturale del continente africano. La forma e le dimensioni fanno presupporre che si tratti di uno strumento di gioco, tuttavia, potrebbe anche essere considerato come un agglomerato di gomma naturale portato via come oggetto-trofeo.



La storia dell’attuale Repubblica Democratica del Congo è, infatti, profondamente intrecciata con la storia della gomma naturale. Tra il 1885 e il 1908, quando il paese era sotto il controllo del re belga Leopoldo II, le popolazioni locali furono sfruttate per l’estrazione della gomma. Durante questo periodo, considerato uno dei più bui della storia coloniale, la “Force Publique”, corpo militare attivo nel territorio leopoldino, costrinse gli abitanti a lavorare duramente nelle piantagioni, punendo chi non riusciva a soddisfare le richieste. Attraverso mutilazioni, sevizie, abusi e massacri, venne fondato un regime del terrore. Durante questo periodo, la popolazione calò drasticamente.



Questa palla di caucciù può essere stata utilizzata come strumento di gioco, ma potrebbe anche essere stata prelevata da Tiziano Veggia come bene “esotico”, simbolo di un territorio ricco di risorse naturali. Durante il periodo coloniale, infatti, la gomma era altamente richiesta. La presenza di questi oggetti nelle collezioni museali evoca la memoria di un passato tragico in cui la gomma era alla base di un sistema di sfruttamento disumano di oppressione ed espropriazione di risorse locali.



Il bene appartiene al corpus di 185 oggetti donati al Museo da Tiziano Veggia (1893-1957) e viene descritto al punto 13 dell’elenco dei beni donati come “palla di cauciù naturale”. Veggia lavorò come ingegnere nel Congo Belga per la Compagnie du Chemin de Fer Bas Congo-Katanga (1919-1936) e per l’Otraco (1936-1951), affiancando alla sua attività lavorativa la pratica del collezionismo. Nel maggio 1955 donò la sua collezione al Museo Civico di Torino.
Piccolino, G., Il Congo, l'Italia e Lepoldo II del Belgio. Parte II Nel Regno del Caoutchouc e della "Blague". La missione di Eduardo Baccari e le sue conseguenze (1903-1908), 2007,
Pennacini, C., Pennacini, C. (2000). E’possibile decolonizzare i musei etnografici? In Memoria, terreni, musei. Contributi di antropologia, archeologia, geografia., 2000