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Anteriore al 1951
legno intagliato
376/L
Diametro: 4,2 cm, Altezza: 10,6 cm
Statuetta
ellenistica - partica
Statuetta
Statuetta lignea ricavata da un unico blocco di legno raffigurante una figura maschile in piedi. Il corpo, abbozzato e interrotto all'altezza delle anche, poggia su una base troncoconica. Le mani sono appoggiate sul ventre sporgente, il capo è sovradimensionato. Fori in prossimità della testa e delle orecchie.



L’oggetto presenta delle caratteristiche tipiche della scultura Songye, gruppo che occupa un vasto territorio compreso tra i fiumi Sankuru, Lubilash e Lulaba nell’odierna Repubblica Democratica del Congo. Il capo sovradimensionato e il ventre sporgente sono elementi tipici della scultura antropomorfa Songye. Un altro elemento ricorrente nella produzione scultorea Songye è la presenza di fori e cavità interne che rispecchiano la reale anatomia umana. La prominenza della testa e dello stomaco riflette un elemento importante della credenza metafisica Songye: il kikudi (spirito vivente), parte più importante dell’essere umano, si reincarna tre o quattro volte dopo la morte del corpo trovando dimora presumibilmente nello stomaco e nella testa. Per questo motivo queste parti sono sovente sovradimensionate o cave per contenere sostanze medicinali (bishimba).



Per comprendere appieno la funzione di questi oggetti, è necessario considerarli al di fuori delle categorie tradizionali di "persone" e "cose". Sebbene siano oggetti materiali, essi possono essere invocati per produrre degli effetti, possiedono una propria volontà e possono intenzionalmente influenzare il comportamento umano.



Il bene appartiene al corpus di 185 oggetti donati al Museo da Tiziano Veggia (1893-1957). Veggia lavorò come ingegnere nel Congo Belga per la Compagnie du Chemin de Fer Bas Congo-Katanga (1919-1936) e per l’Otraco (1936-1951), affiancando alla sua attività lavorativa la pratica del collezionismo. Nel maggio 1955 donò la sua collezione al Museo Civico di Torino. L'oggetto può essere messo in relazione con un secondo esemplare analogo (356/TOP).
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