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Anteriore al 1951
legno intagliato, rame, crine
241/OV
Altezza: 47 cm, Larghezza: 4 cm, Altezza: 65 cm
Manifattura thailandese del territorio di Sisatchanalai
Bastone scacciamosche
Bastone scacciamosche realizzato a partire da una coda animale inserita in un’impugnatura in legno rivestita parzialmente da fili di rame arrotolati. Questi fili ricoprono parzialmente la coda e quasi interamente il manico. La parte in legno non rivestita da fili di rame presenta degli ispessimenti decorati da incisioni trasversali.

L’oggetto è di produzione Kuba, regno che si formò nel XVII secolo nella regione compresa tra i fiumi Lulua, Sankuru e Kasai dall’unione di diversi principati sotto la guida di un unico sovrano e raggiunse il suo apice tra il 1870 e il 1890. L’oggetto, pur servendo come scacciamosche, assume una valenza molto più importante all’interno della cultura Kuba: rappresenta infatti un’insegna di potere e un emblema regale. Tale bastone veniva utilizzato dai capi e dalle figure di rango elevato durante cerimonie ed eventi rituali, dove la sua esposizione mostrava l’autorità e il prestigio del possessore e simboleggiava il legame con il potere e la tradizione.

La scelta dei materiali, come la coda animale, il legno intagliato e il rame, aggiunge ulteriore significato all'oggetto: il rame, in particolare, era considerato un metallo prezioso, riservato agli oggetti di alto valore e legati all’élite.



Il bene appartiene al corpus di 185 oggetti donati al Museo da Tiziano Veggia (1893-1957). Veggia lavorò come ingegnere nel Congo Belga per la Compagnie du Chemin de Fer Bas Congo-Katanga (1919-1936) e per l’Otraco (1936-1951), affiancando alla sua attività lavorativa la pratica del collezionismo. Nel maggio 1955 donò la sua collezione al Museo Civico di Torino.
L. Faldini, Africa, America, Oceania. Le collezioni etnologiche del Museo Civico, 1978, p.43,
Africa : le collezioni dimenticate, 2023,
Meyer, L., Art and craft in Africa : everyday life, ritual, court art, 1995,
Cornet, J., Art Royal Kuba, 1982