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Anteriore al 1951
legno
433/AR
Lunghezza: 38,2 cm
Astile di freccia
romana, di età repubblicana
Astile di freccia
Astile di freccia.

Presso le popolazioni del Bacino del Congo le frecce venivano realizzate in legno di bambù o di altre piante simili. Le punte venivano temprate a fuoco e, talvolta, potevano, essere leggermente dentellate e rivestite di veleno.

Arco e frecce venivano utilizzati principalmente per la caccia agli uccelli, ma anche per attività di pesca fluviale. La fabbricazione dell’arco e le frecce era un'attività prettamente maschile.



Si presume che il bene sia stato acquisito da Tiziano (1893-1957) nell'attuale Repubblica Democratica del Congo. Veggia lavorò come ingegnere nel Congo Belga per la Compagnie du Chemin de Fer Bas Congo-Katanga (1919-1936) e per l’Otraco (1936-1951), affiancando alla sua attività lavorativa la pratica del collezionismo. Nel maggio 1955 donò la sua collezione al Museo Civico di Torino.

Il bene 1918/TOP è conservato in un pacchetto insieme ad altri 4 fusti di freccia (1923/TOP, 1942/TOP, 1920/TOP e 1931/TOP).
Maes, J., Notes sur les populations des bassins du Kasai, de la Lukénie, et du lac Léopold II, 1924, pp. 67, 90. Informazioni su arco, frecce e utilizzo