L'esperienza di stage di Nilima | Palazzo Madama
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L'esperienza di stage di Nilima

Martedì, 15 Aprile, 2014

Dover descrivere il mio tirocinio a Palazzo Madama in poche righe è davvero un'impresa difficile. Non solo perché le settimane tra la fine dello scorso novembre ed il mese di gennaio sono stati dei giorni intensi di lavoro ed attività frenetica, ma soprattutto perché è stato molto più di un semplice stage. Durante i due mesi e mezzo trascorsi al fianco della Dottoressa Carlotta Margarone, digital media curator e social media manger del museo, ho potuto osservare da vicino il funzionamento del museo ed i mille dettagli a cui è necessario prestare attenzione affinché i visitatore e gli utenti si sentano a loro agio, dalle didascalie ai tweet. Le prime settimane di stage si sono concentrate sulla raccolta del materiale per la mostra dedicata a Eve Arnold, una delle grandi fotografe del '900 e prima donna a diventare socia della Magnum Photo. Grazie a questo lavoro, preliminare al lancio della campagna di comunicazione sui social media, ho potuto comprendere come anche i post apparentemente casuali, siano invece frutto di uno studio attento e puntuale sfatando la convinzione che l'evoluzione digitale dei musei rischi di compromettere la loro validità culturale. Il mese di dicembre 2013 è stato invece destinato alla raccolta dei dati relativi alle iterazioni ed al comportamento del museo su Twitter, la piattaforma che richiede agli utenti di concentrare messaggi e post in 140 caratteri. Il progetto, inserito all'interno di un lavoro più ampio sulla fondazione Torino Musei sugli Open Data, mi ha permesso di elaborare alcune ipotesi su comportamento degli utenti, che sembrano rispondere in modo periodico e costante alle sollecitazione del museo. Il progetto che ho amato di più è stato però la raccolta e la catalogazione dei desideri dei visitatori che durante il periodo natalizio avevano riempito la balconata della Corte Medievale con delle palle di cartone, su cui avevano scritto i loro pensieri. Leggere e suddividere le speranze ed i timori di decine di sconosciuti è stata un'esperienza interessante perché mi ha permesso di osservare i sogni dei visitatori, la loro provenienza e le sensazioni che li accomunano. Lo stage non è stato solo lavoro, ma anche l'occasione per divertirsi insieme a Selene, Francesca e Tania, quattro tirocinanti con cui ho una bella amicizia, alimentata dalle pause trascorse insieme in torre Pignoni. Un'esperienza unica ed indimenticabile che è riuscita a sfatare qualsiasi pregiudizio sul tirocinio come periodo dove gli studenti sono segregati in un sottoscala a fare fotocopie. Non solo ho potuto esprimere liberamente il mio parere, ma sono stata seguita e supportata, spronata al confronto ed ho visto alcune delle mie idee diventare realtà. In poche parole un esperienza indimenticabile. 

Nilima Agnese

@Nilima1989