L'esperienza di stage di Carlotta | Palazzo Madama
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L'esperienza di stage di Carlotta

Mercoledì, 17 Dicembre, 2014

Studio storia dell’arte presso l’università di Torino e ho avuto modo di poter svolgere uno stage a Palazzo Madama tra marzo e maggio 2014. Sentivo da tempo la necessità di fare un’esperienza di tirocinio che arricchisse i miei studi e i mesi trascorsi a Palazzo Madama si sono rivelati tali. Ho affiancato i curatori e l’ufficio mostre nelle fasi iniziali di catalogazione delle immagini e sistemazione dell’apparato bibliografico per il catalogo della mostra “Os Saboias, Reis e Mecenas – Turim 1730-1750” in programma al Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona per il periodo maggio-settembre 2014, seguendo i lavori di disallestimento delle opere destinate a quest’esposizione e di risistemazione degli spazi del Museo interessati da questi spostamenti: funziona come durante un trasloco; se si immagina il museo come una casa e le opere d’arte come i suoi arredamenti, diventa chiaro che dopo aver tirato giù un quadro, bisogna anche pensare a come riempire lo spazio che lascia sulla parete; se si sposta un tavolino, occorre poi sostituirlo con un altro mobile e una volta aperta una vetrina e prelevato un oggetto, si deve ripensare la sistemazione del suo interno in maniera tale che il pubblico non percepisca la mancanza di un pezzo. Si tratta di  ragionamenti banali ma io di certo non immaginavo che le attività di un museo potessero essere così movimentate. La percezione che credo si abbia comunemente del museo è quella di sale immobili e silenziose, dove periodicamente compaiono allestimenti temporanei, ma nessuno si immagina come.

Nella fase finale del tirocinio ho affiancato i conservatori di Palazzo Madama e i conservatori del Museu Nacional de Arte Antiga nell’allestimento della mostra “Tesori dal Portogallo, Architetture immaginarie dal Medioevo al Barocco” in programma da maggio a settembre 2014, seguendo in particolare la fase delle movimentazioni delle opere in collaborazione con la registrar di Palazzo Madama. Questa per me è stata la fase più interessante e aggiungerei divertente del mio lavoro: seguire gli aggiustamenti dei restauratori sulle opere in partenza; andare ai depositi del Museo a prelevare alcune opere; controllare che le casse fossero caricate sui camion; spuntare dall’elenco i codici corrispondenti ai carichi; ingegnarsi su come far entrare in una cassa senza danni “Il sacrifico di Isacco” di Troger. L’esperienza a Palazzo Madama è stata decisamente fondamentale, anche grazie alla disponibilità di tutto il personale nei miei confronti. Ho imparato tantissimo, ho cominciato a conoscere il linguaggio di un museo, le sue necessità e problematiche e spero che tutto questo possa avere un’applicazione concreta nel mio futuro.

Carlotta Pansa