L'inventariazione del fondo Enrico Castelnuovo | Palazzo Madama
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L'inventariazione del fondo Enrico Castelnuovo

Martedì, 17 Febbraio, 2015

A chi non è mai capitato di lavorare all’inventario di una biblioteca specialistica di storia dell’arte composta da più di 10.000 volumi e all’inventario di un archivio professionale di un professore universitario che si estende per circa 20 metri lineari di documenti? È il lavoro di cui ci stiamo occupando. La biblioteca e l’archivio sono quelli dello storico dell’arte Enrico Castelnuovo (1929-2014) e il progetto, che è stato voluto dal figlio Guido e dalla Direzione di Palazzo Madama, durerà fino a maggio 2015.

Il progetto di inventariazione ha portato grande trambusto in casa Castelnuovo. Parliamo della biblioteca: i ripiani delle librerie vengono studiati, sistemati, rassettati mentre va avanti la lenta e metodica inventariazione di ogni singolo libro. Per avere un’idea delle operazioni, pensate a questi semplici gesti: prendere in mano un libro, annotarne in un database elettronico autore, titolo, editore e gli altri dati essenziali, quindi segnare a matita sul frontespizio il numero progressivo univoco che permetterà da quel momento in avanti di identificarlo. Facile no? Che ci va? Poi pensate di ripetere l’operazione per (almeno) 10.000 volte. E poi pensate che una buona parte dei libri sono in inglese, francese, tedesco, e alcuni anche in latino, olandese, ceco, russo, greco... E ancora, occorre individuare, inventariare e segnare tutti gli allegati, ovvero quello che si trova tra le pagine dei volumi: appunti manoscritti, lettere di accompagnamento del volume, biglietti da visita, dattiloscritti di interventi a convegni e presentazioni, pieghevoli di mostre, inviti a eventi culturali, fotografie, cartoline...E quindi l’archivio: i grossi faldoni di documenti hanno abbandonato i ripiani polverosi dove si trovavano da alcuni decenni (quelli riguardanti i progetti culturali più vecchi) oppure la scrivania alla quale Castelnuovo ha lavorato fino agli ultimi tempi per andare a radunarsi in salotto. Unica stanza sufficientemente grande (e sufficientemente sgombra di libri) per poter accogliere le decine e decine di chilogrammi di documenti, il salotto è diventato un campo di battaglia dove combattiamo quotidianamente per far rientrare fasci di appunti, pieghevoli, cartoline, stampe, fotografie, corrispondenza e tanto altro ancora nelle cartelline e nei faldoni, dopo averne inventariato il contenuto.

Questo primo lavoro di inventariazione ha l’obiettivo di fornire gli elementi di base per il riconoscimento dell’attività e del pensiero di una figura di primissimo piano della storia dell’arte italiana ed europea e di preservarne e farne conoscere il patrimonio, gli strumenti, i risultati, i processi e le relazioni. Lavorare alla biblioteca e all’archivio di Enrico Castelnuovo ci permette di avere sotto gli occhi ogni giorno libri, opuscoli, dattiloscritti, appunti, cartoline, fotografie riguardanti i temi studiati dal professore: dal medioevo alpino all’arte avignonese, dal gotico internazionale al revival ottocentesco del medioevo, e molti molti altri. Insomma, è un lavoro polveroso, faticoso (quanto pesa la carta!), ma anche molto soddisfacente.

Paola E. Boccalatte, storica dell’arte, e Davide Bobba, storico e archivista