Palazzo Madama Guest: l'esperienza di stage di Filippo | Palazzo Madama
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Palazzo Madama Guest: l'esperienza di stage di Filippo

Giovedì, 18 Luglio, 2013

17 giugno – 28 giugno 2013

Lunedì 17 giugno, il primo delle vacanze estive, è iniziato il mio percorso di stage formativo presso Palazzo Madama a Torino. La scuola da cui provengo, il liceo classico Cavour, si accorda infatti ogni anno con enti presso cui seguire tirocini e avere i primi contatti con realtà lavorative diverse da quelle puramente scolastiche. Una volta arrivato al museo ho incontrato le mie referenti che sono state Anna La Ferla, responsabile dei servizi educativi, e Carlotta Margarone, che gestisce la parte dei social media del museo. Proprio in quest’ultimo ambito avrei dovuto muovermi durante le due settimane di stage: il lavoro propostomi è stato proprio quello di selezionare un tema, legato ovviamente al museo, che avrei poi dovuto sviluppare e raccontare tramite i social networks quali Twitter, Facebook, Pinterest e Instagram. Lo scopo era quello di imparare a utilizzare lo strumento comunemente diffuso del social in modo consapevole e funzionale alle necessità del museo e rendere anche ragazzi giovani come me partecipi del retroscena di un museo che fino a questo punto non sapevo essere così vivo. Ho invece piacevolmente scoperto che numerose persone si occupano dei molti dettagli tecnici e comunicativi che solitamente da un comune visitatore non vengono notati e ho visto anche che Palazzo Madama nello specifico è molto attivo nel coinvolgere tanti pubblici diversi nelle proprie iniziative. Ad accrescere ancor di più il grande interesse che sin da subito ho nutrito per questa iniziativa propostami è il fatto che il percorso di studi che ormai da quattro anni a questa parte seguo al Liceo Cavour è legato alla comunicazione e alle tecniche che essa sfrutta. Pertanto avere l’occasione di concretizzare in qualche modo aspetti soltanto teorici che ho appreso in passato è stato decisamente utile soprattutto per capire come funzioni il complesso intreccio delle piattaforme social, i suoi trucchi e il linguaggio adatto a catturare l’attenzione di coloro con cui si ha a che fare, sfruttando con intelligenza i mezzi a disposizione.
La prima settimana dello stage, dal 17 giugno fino al 21, prevedeva una parte programmatica del lavoro che sarebbe poi stato messo in pratica la settimana successiva, dal 24 giugno fino al 28. Ho dunque iniziato con l’orientarmi per le sale e i piani del palazzo che a primo impatto ho trovato disorientanti, dopodiché ho cercato spunto per l’argomento di cui avrei parlato. Visitando il primo piano, la parte barocca del museo, ho notato che erano largamente presenti specchi e specchiere e nella mia mente ho ricollegato quei dettagli decorativi con un aspetto della cultura barocca che prestava molta attenzione ai riflessi, i giochi di specchi e alle prospettive, tema che avevo già affrontato con interesse durante l’anno scolastico. Ho dunque deciso che il tema dei riflessi sarebbe stato il fulcro del lavoro delle due settimane che mi attendevano; ho iniziato a dare forma alla mia idea, prima documentandomi tramite libri e siti web, e poi girando più volte per le sale del museo alla ricerca di informazioni, il tutto supervisionato dallo staff del museo che si è mostrato disponibile ad accogliere le mie proposte.
Uno dei punti su cui ho maggiormente lavorato è legato all’uso delle immagini che da un lato meglio esprimono il tema dei riflessi rendendoli visibili, e dall’altro hanno un maggior impatto in chi visualizzi i post integrati e spiegati tramite delle fotografie. Nello specifico quelle utilizzate per il mio progetto sono state scattate grazie all’aiuto di un amico che ha avuto il permesso di seguirmi per una mattinata e fare gli scatti utili poi all’attività dello stage.
Il primo passo per la messa in pratica vera e propria del progetto, a cui ho dato il titolo di “Riflessi di Madama Reale”, è stata la creazione di un account su Twitter utile a postare le informazioni sui riflessi del barocco correlate da immagini, notizie, curiosità e anche collegamenti esterni quindi non puramente legati unicamente a Palazzo Madama. Il profilo @pmadama_guest nel giro di poco tempo ha fortunatamente avuto molto successo, guadagnando circa novanta followers in pochi giorni e anche le informazioni raccontate sono state positivamente accolte dagli utenti del social che avevano iniziato a seguirmi. Twitter però è stato soltanto il primo passo del lavoro che è proseguito anche su altre piattaforme tra cui Pinterest, un social di immagini alle quali è possibile allegare una descrizione e un link che rimandi a un sito pertinente con ciò che viene mostrato. Le immagini sono state quindi raccolte in un album fotografico intitolato sempre “Riflessi di Madama Reale” e condivise tramite l’account ufficiale di Palazzo Madama. Anche su Facebook una parte delle foto scattate durante lo stage sono servite a creare un album che mostrasse il lavoro svolto e raccontasse alcune delle informazioni raccolte e che sono state tuttavia approfondite soprattutto sul primo dei social di cui ho parlato: Twitter.
Infine, per fare in modo che si comprendesse che Palazzo Madama aveva iniziato una collaborazione con un “ospite” che però faceva sempre parte delle attività del museo, i post su Twitter venivano di volta in volta ritwittati dal profilo ufficiale del museo così che ci fosse un incrocio di notizie: da una parte quelle legate all’attività istituzionale e di comunicazione della vita del museo, dall’altra quelle temporanee che ero io a scrivere.
Al termine delle due settimane ho infine raccontato con una breve presentazione il mio lavoro allo staff del museo che con grande piacere da parte mia si è rivelato soddisfatto.
Ritengo infine che sia molto importante condividere e raccontare l’esperienza che ho avuto la fortuna di vivere: è stato per me davvero significativo e piacevole venire a contatto con una realtà lavorativa prestigiosa e in cui ho trovato tanta disponibilità e simpatia. Ci tengo in particolar modo a ringraziare Carlotta Margarone, Anna La Ferla e Francesco Brucoli che hanno permesso che seguissi questo breve ma intenso stage a Palazzo Madama.
Per visualizzare il percorso di “Riflessi di Madama Reale” qui di seguito i link dei vari collegamenti ai social:
Twitter
Pinterest
Facebook

Tutti i social su cui è presente Palazzo Madama sono raggiungibili dall'homepage www.palazzomadamatorino.it

Filippo Buccheri