L’esperienza di stage di Giulia, Liceo Classico “Carlo Botta”, Ivrea | Palazzo Madama
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L’esperienza di stage di Giulia, Liceo Classico “Carlo Botta”, Ivrea

Sabato, 19 Luglio, 2014

Le due settimane di stage che ho avuto l'occasione di poter trascorrere all'interno di Palazzo Madama dal 1 al 14 luglio 2014 mi hanno fatto acquisire una certa consapevolezza, ben diversa dalle mie aspettative. L'esperienza in museo, infatti, è stata in primo luogo una sfida stimolante e per certi aspetti molto divertente che mi ha permesso di mettermi in gioco, buttarmi , sognare e talvolta azzardare.
La sfida che ci è stata lanciata da Anna La Ferla, responsabile dei servizi educativi, e Cristina Maritano, conservatrice e referente per le collezioni di arti decorative, era di trovare un modo per “ringiovanire” la porcellana pensando a progetti destinati al web e finalizzati a catturare l'attenzione di quello che viene definito il "non pubblico", ovvero coloro che se non venissero sollecitati mediante richiami di altro tipo non frequenterebbero il museo.
L'esperienza vissuta potrebbe essere divisa in due parti: la prima costituita da uno studio delle porcellane supportato dalla visita guidata al museo e da una particolare attenzione alle porcellane di Vinovo, collocate al secondo piano, che abbiamo avuto modo di osservare da vicino e maneggiare. La seconda, invece, caratterizzata da un lavoro di squadra che ha fatto sì che io ed Edoardo, mio compagno di stage, mettessimo insieme idee, energie e forze per dar vita a due progetti che, nati un po' per gioco, si sono trasformati in un qualcosa di concreto. Durante la nostra permanenza a Palazzo Madama, non solo siamo cresciuti dal punto di vista di didattico, ma abbiamo acquisito una certa professionalità dal punto di vista collaborativo, tant'è che soprattutto nell'ultimo periodo anche il lavoro individuale è diventato occasione di confronto e dialogo.
Inoltre ciò che mi ha colpita particolarmente è stata la possibilità di entrare a fare parte, seppur per un breve periodo, di un mondo che al visitatore è impercettibile, un universo costellato di grandi idee, progetti, speranze, ma soprattutto di teste pensanti che lavorano sodo per l'efficienza di questo museo. E' incredibile poter comprendere come il museo non si fermi alle pareti e ai quadri che vi sono esposti, ma sia un organismo vivente, che nasce, ma soprattutto cresce, cambia e si modifica nel tempo per stare al passo con il mondo parallelo che vi è fuori dal grande portone che separa l'oggi dallo ieri .
Se dovessi definire l'esperienza a Palazzo Madama con un solo aggettivo direi che è stata illuminante perché mi ha permesso di interrogarmi sul mio percorso di studi futuro e di conoscere una realtà a me del tutto estranea prima d'ora.
In conclusione, credo di poter affermare che l'esperienza a Palazzo Madama mi abbia dato dei nuovi occhi.

Giulia Vironda