Un viaggio a Limoges per il progetto MEMIP | Palazzo Madama
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Un viaggio a Limoges per il progetto MEMIP

Mercoledì, 28 Novembre, 2012

Il progetto MEMIP (“Medieval enamels, metalwork and ivories in Piedmont”) prevede tra i suoi obbiettivi - per quanto riguarda Palazzo Madama - , la realizzazione di un catalogo sistematico degli smalti medievali del museo, introdotto da un saggio di approfondimento sulla diffusione  tra Due e Trecento delle oreficerie prodotte a Limoges nei territori anticamente compresi nel ducato sabaudo (Piemonte, Valle d’Aosta, Savoia e Vaud). In questi ultimi mesi, dopo le necessarie ricerche bibliografiche, abbiamo individuato una serie di oggetti liturgici preziosi usciti dalle botteghe di Limoges (pissidi, croci, cassette-reliquiario), oggi conservati in varie chiese tra Francia, Svizzera e Italia nord-occidentale: opere che abbiamo raggiunto, fotografato, e che abbiamo presentato in occasione della giornata di studi dedicata a MEMIP prevista a Palazzo Madama il 26/11/2012. La trasferta a Limoges, al Musée des Beaux Arts- Palais de l’Êveché , è stata organizzata allo scopo di consultare il preziosissimo archivio Gauthier conservato presso il Centro di Documentazione del museo (un fondo di circa 10.000 foto di oreficerie limosine, donate alla città da Marie-Madeleine Gauthier, massima studiosa degli smalti prodotti nelle botteghe orafe di Limoges nel Medioevo). Le foto, raccolte all’interno di eleganti scatole nere sono ordinate per luoghi di conservazione, in ordine alfabetico da Albi/Aquisgrana a Valencia. L’archivio non solo ha permesso utili confronti tipologici, stilistici e iconografici per i pezzi di Palazzo Madama, ma ha anche svelato la presenza di smalti limosini – di cui non conoscevamo l’esistenza – in centri come Besançon, Losanna, Nizza (tutti musei sprovvisti di cataloghi), arricchendo così il nostro Corpus territoriale in costruzione. Senza contare le importanti segnalazioni, contenute in apposite scatole, relative a quegli smalti limosini passati in asta o presentati presso gallerie d’arte di Torino (e di qui passati nel collezionismo privato) nel corso del Novecento: indicazioni che aiuteranno ad affrontare un altro tema nel catalogo futuro, quello della fortuna degli smalti di Limoges in Piemonte tra XIX e XX secolo. Inoltre tutte le foto recano sul verso appunti a mano della Gauthier: proposte cronologiche con punti interrogativi, attribuzioni, veloci confronti e rimandi: tutte indicazioni preziose per datare e contestualizzare anche i nostri oggetti.

A fianco dell’archivio, ho potuto lavorare anche nella biblioteca interna del museo, ricca di pubblicazioni specifiche su pezzi d’eccezione della raccolta del museo e sui tesori delle chiese locali, assistita da un gentilissimo conservatore . A coronare due giornate molto intense e proficue di lavoro , oltre alla visita della città, c’è stata la visita del museo. Un museo civico nato alla fine dell’Ottocento (come il Museo Civico d’Arte Antica di Torino), con collezioni ordinate lungo tre filoni principali (secondo il nuovo allestimento inaugurato nel 2010): i materiali che raccontano la storia della città dall’età romana al Settecento (con molta scultura medievale, allestita in un complesso museografico assai vicino a quello del nostro Lapidario…); la pittura dai primitivi all’Ottocento; e gli smalti, con sale specifiche per gli smalti medievali , gli smalti dipinti del Rinascimento e Manierismo, fino ad arrivare agli smalti del ‘900 e alle recenti creazioni di artisti contemporanei. Unico punto negativo della trasferta: la lunghezza del viaggio. Dodici ore di treno da Torino a Limoges, passando da Parigi, dato che sono carenti le linee ferroviarie dirette tra Lione e la Francia centro- meridionale.