brocca | Palazzo Madama
Collezioni

brocca

Autore
Bottega della porcellana medicea
Soggetto
scene di caccia
Anno
c. 1575-1578
Dimensioni
Altezza 38 cm
Larghezza 22,5 cm
Materiale e Tecnica
porcellana tenera dipinta; stagno
Inventario
3023/C
Definizione
brocca
Completezza informazioni
100%
Descrizione

Brocca in porcellana medicea, con manico ad arco formato da due volute e beccuccio a forma di testa di satiro con corna. Il coperchio, più tardo, è in peltro. Decorazione in blu di cobalto sottovernice, raffigurante una scena di caccia: un cacciatore con il suo cane inseguono una lepre, tra piante fiorite. Sotto la base, marca della bottega medicea: la cupola di Santa Maria del Fiore e la lettera "F".

La forma della brocca è analoga a quella della brocca con stemma di Francesco de' Medici e della moglie Giovanna d'Austria-Asburgo, che si conserva al Detroit Institute of Arts. E' stata fatta l'ipotesi che derivi da un modello di Bernardo Buontalenti, architetto, scultore e disegnatore di suppellettili per la corte medicea.
La decorazione in blu di cobalto riprende quella delle porcellane cinesi Ming, ben documentate nelle collezioni della famiglia Medici, che possedevano una raccolta di oltre 400 pezzi cinesi.
La porcellana medicea rappresenta il primo tentativo riuscito e documentato di riprodurre la porcellana cinese in Europa. Francesco I de' Medici, dedito a ricerche alchemiche e tecnologiche, promosse gli esperimenti che vennero condotti nella bottega al Casino di San Marco, dove orefici, artigiani delle pietre dure e vetrai lavorarono insieme a esperti maiolicari.
Insieme a un misterioso "levantino", che secondo le fonti rivelò il "segreto" della porcellana, a capo del progetto vi fu per un certo tempo Flaminio Fontana, nipote di Guido Durantino, che lavorò a Firenze tra il 1573 e il 1578. Tra i collaboratori vi erano Pier Maria e Jacopo Filippo, di Faenza, e Niccolò Sisti.L'impasto, come rivela una 'ricetta' conservata in un codice della Biblioteca Nazionale di Firenze, era composto da una una piccola parte d'argilla unita a una 'fritta', un composto vetroso realizzato a partire da sabbia quarzifera. Le temperature di cottura, circa 1100 °C, erano più alte di quelle usate per la maiolica e sovente i pezzi recano traccia di cotture eccessive.
La brocca di Palazzo Madama è probabilmente uno dei primi pezzi prodotti ed è il più grande oggetto in porcellana medicea che si conosca, insieme alla brocca di Detroit.
Di questa produzione, che durò dal 1575 al 1590 circa, sono noti oggi una sessantina di esemplari.

Bibliografia
L’Italia del Rinascimento. Lo splendore della maiolica, a cura di T. Wilson, C. Maritano, catalogo della mostra (Palazzo Madama, 2019), Allemandi, Torino, 2019, pp. 264-265, n. 206.

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Bibliografia
Mallé L., Palazzo Madama in Torino. Le collezioni d'arte, Tipografia Torinese Editrice 1970, v. II, p. 282
Levy S., Le porcellane italiane, 1960,
Raccolta di scritti That is collected Wrings. Porcellana medicea e ceramica fiorentina, pp. 401-409
Mottola Molfino A., L'arte della porcellana in Italia, 1976,
Viale V., Faenza. Una porcellana medicea al Museo Civico di Torino, 1940, pp. 73-78
Pettenati S., Torino sconosciuta o dimenticata. Una fragile passione: Le manifatture di porcellane in Piemonte, 1998, p. 214
, Palazzo Madama. Guida breve, Fondazione Torino Musei 2010, p. 78
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Pettenati S., La porcellana tra Cina ed Europa, in I tesori d'arte del palazzo imperiale di Shenyang, catalogo della mostra (Stupinigi, 1989-1990), a cura di,
Il Museo Civico di Arte Antica di Torino. Opere scelte, Allemandi & C. 2006, p. 76
TERRA! La via della ceramica tra Liguria e Piemonte, a cura di A. d'Agliano e L. Bochicchio, Gli Ori, Pistoia, 2016, 31