codice miniato | Palazzo Madama
Collezioni

codice miniato

Autore
Marmion Simon
Soggetto
Manoscritto con Ufficio della Beata Vergine
Anno
1460-1465
Dimensioni
Altezza 20,4 cm
Larghezza 14,7 cm
Materiale e Tecnica
pelle; legno; tempera; oro; inchiostro su pergamena
Inventario
0446/M
Definizione
codice miniato
Completezza informazioni
100%
Descrizione

Manoscritto membranaceo con Ufficio della Beata Vergine, 192 fogli più uno non numerato tra i ff. 49 e 50. Molte piccole iniziali in rosso, azzurro e oro, e 29 miniature a grisaille, con rialzi in oro: c. 14r Crocifissione; 18r Madonna in trono; 22r San Luca; 24r San Giovanni; 26r San Marco; 28r San Matteo; 30r Pentecoste; 33r Trinità; 37r Annunciazione; 50r Visitazione; 60r Annuncio ai pastori; 65r Natività; 69r Adorazione dei Magi; 73r Presentazione al Tempio;, 77r Fuga in Egitto; 84r Incoronazione della Vergine; 90r Davide; 106r San Giovanni; 111r Madonna col Bambino e angeli musicanti; 118r Martirio di san Sebastiano; 120 San Claudio vescovo; 122r Madonna col Bambino e sant'Anna; 125r San Leonardo; 127r Santa Barbara; 128r Martirio di santa Appolonia; 130r San Gerolamo; 146r Messa dei morti; 181r Sant'Umberto; 183r Santo in preghiera e angelo.
Legatura in pelle su tavolette in legno decorata ai piatti con riquadro di fascio di quattro filetti prolungati oltre all'incrocio, sino al margine del piatto. Nello specchio, sette fasce longitudinali separate da fasci di filetti con decoro 'abcdcba'. In 'a' e 'c' compaiono scritte longitudinali continue ottenute iterando piastrine rispettivamente di mm 7x32 e mm 4x25 con il nome di Maria in caratteri gotici in riquadro rettangolare di filetto; in 'b' motivo fitomorfo ottenuto con piastrina di mm 7x34; alle estremità, cerchio con decoro di difficile leggibilità (vi si sono state riconosciute le tre chiavi dell'arma del cancelliere Rolin); in 'd', serie di piccole foglie inclinate. Dorso con cinque nervi doppi con anima in pelle allumata; decoro delle caselle conservate costituito da traliccio di filetti alternato a fasci di filetti trasversali. Tracce di un fermaglio; un tenone sul piatto superiore.
Nota di possesso "Alberto Duro". Sul primo contropiatto, resti di sigillo in ceralacca con monogramma "AR" in anello di perline.

Il codice, all'uso di Besançon ma con calendario e litanie che seguono gli usi liturgici della diocesi di Cambrai, è decorato da ventinove raffinatissime miniature a grisaille racchiuse entro sottili cornici a foglia d'oro, attribuite unanimemente a Simon Marmion. Appartenente a una famiglia di pittori e miniatori, Marmion è documentato nelle regioni francesi della Piccardia e dell'Hainaut, entrate nel 1435 a far parte del ducato di Borgogna: dal 1449 al 1451 è ad Amiens, poi a Lille, Cambrai e Tournai e quindi stabilmente a Valenciennes dal 1458 fino alla morte, avvenuta nel 1489. La sua attività miniatoria fu molto apprezzata dai duchi Filippo il Buono e Carlo il Temerario e da importanti membri della corte borgognona. Lo stemma ancora parzialmente leggibile in un'iniziale al f. 37 appartiene forse ai Rolin, i cui membri - il cancelliere Nicolas, morto nel 1461, e i figli Jean, cardinale e vescovo di Autun, Guillaume, governatore dell'Artois, e Antoine, maresciallo dell'Hainaut - si distinsero tutti come commitenti di spicco alla corte del duca di Borgogna.
Le preziose grisailles del codice torinese contengono riferimenti tanto alla tradizione francese quanto a quella fiamminga: il gusto per la raffigurazione degli scenari naturali e l'essenzialità del racconto (poche figure inserite in uno spazio prospetticamente costruito), rimandano alla miniatura francese di secondo Quattrocento, mentre la tipologia dei volti, i panneggi ampi e accartocciati e la descrizione precisa degli interni, con mobilio, oggetti comuni e finestre aperte sul paesaggio traggono ispirazione da dipinti di Rogier van der Weyden, forse conosciuto alla corte del duca Filippo il Buono, suo committente.
È possibile che la presenza del libro d'ore in Piemonte sia da legare alla figura di Margherita d'Austria, andata sposa a Filiberto di Savoia nel 1501, reggente dei Paesi Bassi dal 1506 al 1530 e appassionata bibliofila. Nota infatti S. Castronovo che il primo a consacrare la fama di Marmion come "principe della miniatura" sia stato, nella sua opera "La Couronne Margaritique" del 1503, il poeta e umanista Jean Lemaire de Belges, bibliotecario di Margherita.

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Bibliografia
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Il codice miniato, pp. 17, 24
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