Diana e Endimione | Palazzo Madama
Collezioni

Diana e Endimione

Autore
manifattura piemontese
Soggetto
Diana e Endimione
Anno
XVIII secolo secondo quarto
Dimensioni
Altezza 150 cm
Larghezza 180 cm
Materiale e Tecnica
tela di canapa ricamata in lane policrome
Inventario
1846/T-a
Definizione
testiera per letto
Completezza informazioni
100%

Secondo la versione più diffusa del mito, narrato in modo diverso nelle fonti classiche, Diana si era innamorata di un bellissimo pastore di nome Endimione, dopo averlo visto dormiente in una caverna sul monte Latmo, dove il giovane pascolava le sue greggi. Fu così che chiese a Giove di sprofondarlo in un sonno eterno, in modo da poterlo contemplare ogni notte, visitandolo in veste di divinità lunare.
Il soggetto, ripetutamente rappresentato nel XVII e nel XVIII secolo, è tradizionalmente connesso con la tematica amorosa e con quella legata al sonno, risultando quindi particolarmente indicato per l'arredo fisso e mobile di camere da letto (si pensi agli affreschi di Daniele Seyter nella camera da letto della regina in Palazzo Reale a Torino, 1693-1694).
M. Viale Ferrero (1963) ritiene che questo manufatto sia da mettere in relazione col pagamento del 1752 per ricami da farsi sui letti delle Principesse Reali nella Reggia di Venaria; quale che fosse la sua originaria destinazione, è evidente che la composizione, molto più complessa delle decorazioni consuete per le tele ricamate Bandera tipiche della produzione piemontese, deriva da un modello pittorico o, più probabilmente, incisorio. I caratteri stilistici delle due figure, e soprattutto la tipologia e l'acconciatura di Diana, rimandano a prototipi di gusto internazionale, forse francesi, diffusi nei primi decenni del Settecento. Anche i motivi decorativi a volute, fiori e frutti che incorniciano la scena derivano da un repertorio di gusto rocialle ampiamente sperimentato e codificato entro il terzo decennio del Setecento, come possono attestare i confronti con le stampe di Paul Androuet Du Cerceau nel "Nouveau livre d'ormenens pour le brodeur" (Parigi, presso N. Langlois, c. 1700) o con quelle di Claude Gillot nel "Livre de Portières", concepito nel 1713-1722 e dato alle stampe nel 1737.
E' probabile che in origine il ricamo fosse applicato su un fondo, come sembrano suggerire i confronti con opere simili per tecnica e datazione, come ad esempio la testiera per letto proveniente da villa "La Moglia" presso Chieri.

Racconta la tua storia
+

Le Vostre Storie

Condividi la tua esperienza e raccontaci le curiosità, gli aneddoti e le emozioni che ti legano a quest'opera.

Bibliografia
"The J. Paul Getty Museum Journal". A French "Lit de Parade" "A la Duchesse", 1690-1715, pp. 81-104
Rapetti M., in Il Tesoro della Città. Opere d'arte e oggetti preziosi da Palazzo Madama, catalogo della mostra (Torino), a cura di S. Pettenati e G. Romano, Torino 1996, p. 174
Viale V., Mostra del Barocco Piemontese. Tessuti e ricami, F.lli Pozzo 1963, p. 15
(scheda n. 46), pp. 226-227
Bovenzi G. L., in La reggia di Venaria Reale. I Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea, catalogo della mostra (Venaria), a cura di E. Castelnuovo, Torino 2007, pp. 261-262
Tessuti, ricami, merletti. Opere scelte, pp. 86-88
Tulipani, garofani, peonie: il letto a “ricamo bandera” di Casa Zuccala, p. 114
Palazzo Madama in Torino, v. II, pp. 462-463
I Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea, v. II, pp. 261-262