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8.11.43 La scintilla – documentario

  • Evento
  • 22 Aprile 2024
la scintilla 1200×800

Lunedì 22 aprile 2024 ore 17.00 Proiezione del documentario: “8.11.43 La Scintilla”.

Il documentario racconta un episodio storico avvenuto l’8 novembre 1943 a Villadossola (VCO) dove ebbe luogo una delle primissime insurrezioni contro l’occupazione tedesca e la neocostituita Repubblica Sociale Italiana. Grazie ad alcune testimonianze, immagini di repertorio e un’animazione in bianco e nero, il film racconta l’insurrezione dei partigiani affiancati da giovani e operai guidati dalla figura di Dante Zaretti, detto il “Barbarossa”. Il film è basato sul libro “8.11.43” di Carlo Squizzi ed è stato realizzato nel 2023 per l’80mo anniversario di ricorrenza dall’episodio storico.

Alla proiezione parteciperanno il regista Marzio Bartolucci e la sceneggiatrice Arianna Giannini.

A cura di: regia di Marzio Bartolucci e sceneggiatura di Arianna Giannini con le animazioni di Fabio Marascio.

Villadossola, estremo Nord del Piemonte al confine con la Svizzera, piccolo paese dall’imponente impronta industriale: 5.800 abitanti e cinque fabbriche, per un totale di circa 2.500 dipendenti. È l’8 settembre 1943, Armistizio: l’Italia è nel caos, la popolazione di Villadossola e i suoi operai sono di chiara tradizione antifascista e comunista e il clima si fa sempre più teso, tanto che iniziano a formarsi i primi nuclei di resistenza armata per scacciare gli “oppressori”.

I mesi di settembre e ottobre sono un fermento di attività segrete e di contatti con nascenti formazioni partigiane del milanese, si cercano armi e munizioni di ogni tipo per prepararsi all’azione.

La mattina dell’8 novembre 1943 un gruppo di giovani, spinti dalla foga attivista dei gruppi d’azione milanesi, decide di passare all’azione. Sono una cinquantina gli uomini che alle 10:30 si muovono verso gli obiettivi che hanno individuato: vengono occupate le fabbriche, le caserme di Carabinieri e Finanza e si tagliano i fili delle telecomunicazioni, operai e popolazione si uniscono all’azione che assume così i contorni di una vera propria rivolta.

Cresce nel cuore dei rivoltosi la convinzione che gli alleati faranno la loro comparsa per unirsi al fronte di liberazione.

Al comando nazista di Domodossola giunge voce dell’insurrezione e viene organizzato un contrattacco per sedare la rivolta: si svolge un violentissimo scontro a fuoco che non risparmia vite su entrambi i fronti, ma i tedeschi sono costretti alla ritirata. Un gruppo di ribelli, che aveva il compito di attaccare il comando di Antrona, rientra trionfante con alcuni prigionieri tedeschi; una colonna armata che sta raggiungendo la città viene respinta con le armi. Il bilancio della giornata è pesante, si contano vittime e feriti su entrambi i fronti ma, nonostante tutto, il giubilo pervade la popolazione ma l’illusione è breve: la mattina del 9 novembre i tedeschi si organizzano e rispondono al fuoco bombardando Villadossola con tre aerei Junker, uccidendo dei civili. Lo shock è enorme, la resistenza degli insorti è spazzata via, colonne di militi fascisti e tedeschi invadono la città: 10 persone, reputate i principali responsabili della rivolta, vengono arrestate, interrogate, torturate e poi fucilate.

Ma ai tedeschi non basta, vogliono i nomi di tutti i partecipanti e di chi li ha aiutati: continua così una “caccia ai ribelli” che il 24 e 25 novembre, complice una delazione, porterà all’arresto di altre persone facenti parte dell’insurrezione armata.. alcuni di loro andranno a rimpolpare la triste conta delle fucilazioni, altri invece verranno spediti in Germania, nei campi di concentramento.

L’insurrezione di Villadossola rappresenta una pagina poco nota, ma molto importante della storia italiana, un evento che ha diviso gli storici in due linee di pensiero, tra chi condannò l’impulsività del gesto, costato troppe vite umane e chi lo giudicò come il primo vero tentativo di rivolta contro “gli oppressori”, come la scintilla che diede inizio alla lotta partigiana.

Villadossola, estremo Nord del Piemonte al confine con la Svizzera, piccolo paese dall’imponente impronta industriale: 5.800 abitanti e cinque fabbriche, per un totale di circa 2.500 dipendenti.

È l’8 settembre 1943, Armistizio: l’Italia è nel caos, la popolazione di Villadossola e i suoi operai sono di chiara tradizione antifascista e comunista e il clima si fa sempre più teso, tanto che iniziano a formarsi i primi nuclei di resistenza armata per scacciare gli “oppressori”. I mesi di settembre e ottobre sono un fermento di attività segrete e di contatti con nascenti formazioni partigiane del milanese, si cercano armi e munizioni di ogni tipo per prepararsi all’azione.

La mattina dell’8 novembre 1943 un gruppo di giovani, spinti dalla foga attivista dei gruppi d’azione milanesi, decide di passare all’azione. Sono una cinquantina gli uomini che alle 10:30 si muovono verso gli obiettivi che hanno individuato: vengono occupate le fabbriche, le caserme di Carabinieri e Finanza e si tagliano i fili delle telecomunicazioni, operai e popolazione si uniscono all’azione che assume così i contorni di una vera propria rivolta. Cresce nel cuore dei rivoltosi la convinzione che gli alleati faranno la loro comparsa per unirsi al fronte di liberazione. Al comando nazista di Domodossola giunge voce dell’insurrezione e viene organizzato un contrattacco per sedare la rivolta: si svolge un violentissimo scontro a fuoco che non risparmia vite su entrambi i fronti, ma i tedeschi sono costretti alla ritirata.

Un gruppo di ribelli, che aveva il compito di attaccare il comando di Antrona, rientra trionfante con alcuni prigionieri tedeschi; una colonna armata che sta raggiungendo la città viene respinta con le armi. Il bilancio della giornata è pesante, si contano vittime e feriti su entrambi i fronti ma, nonostante tutto, il giubilo pervade la popolazione ma l’illusione è breve: la mattina del 9 novembre i tedeschi si organizzano e rispondono al fuoco bombardando Villadossola con tre aerei Junker, uccidendo dei civili.

Lo shock è enorme, la resistenza degli insorti è spazzata via, colonne di militi fascisti e tedeschi invadono la città: 10 persone, reputate i principali responsabili della rivolta, vengono arrestate, interrogate, torturate e poi fucilate. Ma ai tedeschi non basta, vogliono i nomi di tutti i partecipanti e di chi li ha aiutati: continua così una “caccia ai ribelli” che il 24 e 25 novembre, complice una delazione, porterà all’arresto di altre persone facenti parte dell’insurrezione armata.. alcuni di loro andranno a rimpolpare la triste conta delle fucilazioni, altri invece verranno spediti in Germania, nei campi di concentramento. L’insurrezione di Villadossola rappresenta una pagina poco nota, ma molto importante della storia italiana, un evento che ha diviso gli storici in due linee di pensiero, tra chi condannò l’impulsività del gesto, costato troppe vite umane e chi lo giudicò come il primo vero tentativo di rivolta contro “gli oppressori”, come la scintilla che diede inizio alla lotta partigiana.

Palazzo Madama. Sala Feste
Ingresso libero / fino a esaurimento posti
Info:
www.palazzomadamatorino.it; madamadidattica@fondazionetorinomusei.it