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Anteriore al 1951
Legno
355/L
Lunghezza: 15 cm, Altezza: 13,5 cm, Larghezza: 9 cm
Poggiatesta
pittore piemontese
Poggiatesta
Poggiatesta costituito da una superficie concava di appoggio, sostenuta da una figura maschile in piedi con le mani appoggiate ai lati dell’ombelico protuberante. Il soggetto umano è caratterizzato da alcune parti del corpo dalle proporzioni sovradimensionate, come la testa prominente, l’addome pronunciato e i piedi di grandi dimensioni. Lungo i bordi della parte concava che funge da appoggio per la nuca e la base sono presenti delle linee parallele incise che formano un motivo a triangoli alternati. L’oggetto è ulteriormente ornato da impressioni circolari disposti sulla base e sulla superficie concava di appoggio.



Questo tipo di oggetto serviva a sorreggere il capo durante il sonno e per proteggere le elaborate acconciature. Anche se si tratta di un oggetto d'uso quotidiano, la cura delle decorazioni dell'esemplare fa presumere che si tratti di un oggetto volto a mostrare il prestigio e l'importanza di chi lo utilizzava.

Il bene in esame è di produzione di produzione Songye, gruppo che occupa un vasto territorio compreso tra i fiumi Sankuru, Lubilash e Lulaba nell’odierna Repubblica Democratica del Congo.



L’ipertrofismo di alcune parti del corpo del soggetto umano, come ad esempio dell’addome e dell’ombelico, è tipico della scultura Songye e in particolare delle statue buanga (singolare manga) che raffigurano soggetti maschili in piedi. Esse sembrano riflettere la cosmogonia Songye e la credenza che lo spirito di ogni individuo, chiamato kikudi, si reincarni tre o quattro volte dopo la morte trovando dimora nello stomaco e nella testa. Gli scultori Songye mostrano una grande attenzione per i dettagli fisionomici che vengono realizzati secondo schemi ricorrenti (fronte alta, naso a losanga, occhi grandi, labbra dai lati esterni rialzati).

I piedi abnormi della figura umana scolpita su questo poggiatesta sembrano ricordare una caratteristica ricorrente negli esemplari attribuiti al "Maestro di Beneki" presenti in importanti collezioni europee e statunitensi. Questa definizione serve per raggruppare un insieme di oggetti stilisticamente simili. In assenza di informazioni più precise, si può presupporre che questo oggetto faccia parte di un insieme ampio di opere di uno stesso artista o un laboratorio e delle sue imitazioni.



Il bene appartiene al corpus di 185 oggetti donati al Museo da Tiziano Veggia (1893-1957). Veggia lavorò come ingegnere nel Congo Belga per la Compagnie du Chemin de Fer Bas Congo-Katanga (1919-1936) e per l’Otraco (1936-1951), affiancando alla sua attività lavorativa la pratica del collezionismo. Nel maggio 1955 donò la sua collezione al Museo Civico di Torino.



Il bene è stato esposto alla mostra "Africa. Le collezioni dimenticate" tenutasi a Torino presso le Sale Chiablese (Musei Reali) dal 27 ottobre 2023 al 25 febbraio 2024.
Fava A.S., Africa, America, Oceania. Le collezioni etnologiche del Museo Civico di Torino. Storia delle collezioni etnologiche del Museo Civico di Torino, 1978, p.37,
Terre Lontane. Arti extraeuropee dal Museo Civico d'Arte Antica, 2002, p. 164,
Africa : le collezioni dimenticate, 2023, p.222,
Meyer, L., Art and craft in Africa : everyday life, ritual, court art, 1995,
Gubert, B., Three Songye and Kongo Figures. In African Arts, 15(1), 1981,
Scultura africana nei musei italiani, 1977, pp. 118, 119