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Spada corta da parata
legno, ferro
402/AR
Altezza: 58,3 cm, Larghezza: 6,2 cm
fabbrica Reale di Napoli
Spada corta da parata
Spada corta in ferro con impugnatura lignea sagomata composta da quattro pomelli sovrapposti e da un rocchetto. La lama dritta è composta da un corpo centrale rettangolare e da una punta aguzza. Su entrambi i lati della lama sono presenti piccole punte svasate dal valore decorativo; uno in prossimità del manico, uno in prossimità della punta della spada.



L’oggetto è di produzione Salampasu, gruppo che vive tra la parte centro-meridionale della Repubblica Democratica del Congo e l’Angola settentrionale. La società Salampasu, suddivisa in clan e priva di potere centrale, ha avuto per lungo tempo una ridotta mobilità sociale interna. Per controbilanciare questa struttura gerarchica di potere, esisteva una società di guerrieri chiamata mungongo, nata allo scopo di integrare i giovani uomini, scelti tra i più impavidi, nella società Salampasu

Il bene in esame è un simbolo di appartenenza alla società dei guerrieri più che un oggetto per l’attacco o alla difesa. Quest’arma veniva portata e brandita durante gli eventi pubblici come, ad esempio, gli spettacoli mascherati. In questa occasione i guerrieri indossavano delle maschere appartenenti al loro clan e compivano delle danze. L'oggetto ha come custodia il bene 392/TOP.



Il bene appartiene al corpus di 185 oggetti donati al Museo da Tiziano Veggia (1893-1957). Veggia lavorò come ingegnere nel Congo Belga per la Compagnie du Chemin de Fer Bas Congo-Katanga (1919-1936) e per l’Otraco (1936-1951), affiancando alla sua attività lavorativa la pratica del collezionismo. Nel maggio 1955 donò la sua collezione al Museo Civico di Torino.
Fava A.S., Africa, America, Oceania. Le collezioni etnologiche del Museo Civico di Torino. Storia delle collezioni etnologiche del Museo Civico di Torino, 1978, p. 46,
Ballarini, R., Armi bianche dell'Africa nera, 1992,
Spring, Christopher, African arms and armour, 1993