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Anteriore al 1951
legno intagliato
380/L
Diametro: 5 cm, Altezza: 17 cm
Statuetta, figura di potere (buanga)
ellenistica - partica
Statuetta, figura di potere (buanga)
Statuetta ricavata da un unico blocco di legno raffigurante una figura maschile in posizione retta con le mani poggiate ai due lati del ventre e braccia e gambe leggermente flesse. La statua è posizionata su un piedistallo circolare. Alcune parti del corpo, come il ventre e i piedi hanno proporzioni sovradimensionate. Alcuni tratti del volto, come il naso e la bocca sono pesantemente accentuati. La figura presenta delle scarificazioni sul volto e delle pieghe trasversali sul petto. Il capo, il pube e il piedistallo sono forati. Sul ventre è presente un ombelico protuberante e cavo.



Le statue manga (singolare buanga) sono caratteristiche della scultura Songye, gruppo che occupa un vasto territorio compreso tra i fiumi Sankuru, Lubilash e Lulaba nell’odierna Repubblica Democratica del Congo.

Si tratta di figure lignee antropomorfe che rappresentano soggetti maschili in posizione frontale. Nel bene in esame sono presenti elementi estetici ricorrenti che includono piedi sovradimensionati, addome sporgente e mani posate sul ventre. Nei fori e nelle cavità di queste statue potevano essere inserite sostanze magiche (bishimba) di origine animale e vegetale allo scopo di ottenere effetti benevoli o malevoli. L’ombelico e il ventre gonfiati che ricorrono in questo genere di figure indica che originariamente tutte queste figure di potere contenevano sostanze magiche nella cavità ventrale. La presenza di fori è ricorrente nelle statuette antropomorfe Luba e Songye. Sovente i fori possono essere collegati internamente tra di loro per rispecchiare la reale anatomia umana.



Per comprendere appieno la funzione di questi oggetti, è necessario considerarli al di fuori delle categorie tradizionali di "persone" e "cose". Sebbene siano oggetti materiali, essi possono essere invocati per produrre degli effetti, possiedono una propria volontà e possono intenzionalmente influenzare il comportamento umano.



Il bene appartiene al corpus di 185 oggetti donati al Museo da Tiziano Veggia (1893-1957). Veggia lavorò come ingegnere nel Congo Belga per la Compagnie du Chemin de Fer Bas Congo-Katanga (1919-1936) e per l’Otraco (1936-1951), affiancando alla sua attività lavorativa la pratica del collezionismo. Nel maggio 1955 donò la sua collezione al Museo Civico di Torino. Esso può essere messo in relazione con un oggetto simile (TOP/360).
Fava A.S., Africa, America, Oceania. Le collezioni etnologiche del Museo Civico di Torino. Storia delle collezioni etnologiche del Museo Civico di Torino, 1978, p.30,
Terre Lontane. Arti extraeuropee dal Museo Civico d'Arte Antica, 2002, p.154,
Africa : le collezioni dimenticate, 2023,
Meyer, L., Art and craft in Africa : everyday life, ritual, court art, 1995,
Probst, P., What Is African Art?: A Short History, 2022,
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Charlier, P., Moulherat, C., Jacqueline, S. et al., Internal anatomy replication in a tribal art statue. In In Forensic Imaging, 20, 200362., 2020,
Scultura africana nei musei italiani, 1977, p. 119