Verso un nuovo profilo social: Instagram | Palazzo Madama
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Verso un nuovo profilo social: Instagram

Tuesday, September 4, 2012

L’applicazione Instagram, lanciata nell’ottobre 2010 da Kevin Systrom e dal suo gruppo di lavoro, permette agli utenti di scattare foto, applicare  filtri, e condividere immediatamente gli scatti sui principali social network.

Il punto di forza di questa app non è una migliore qualità della risoluzione, che è stata addirittura abbassata per permettere agli utenti un up-load immediato e veloce sui social, ma la semplicità d’utilizzo e, soprattutto, di essersi posta solo come uno strumento sharing di fotografie e non un nuovo social network ("Instagram is popular because it only does mobile photo sharing"), (I can’t think of one which has given me more pleasure than Instagram, it’s an important enough part of my life ).

Le grandi aspettative degli utenti, I am getting excited about a brand new offering called Instagram, non sono state tradite e a meno di un mese dal lancio dell’applicazione le opinioni sui blog sono concordanti nel ritenere Instagram "is a much more interesting photo app to spend time with on my phone than Facebook".  

Il  successo oggi 

In un mondo in cui i cellulari e la tecnologia sembrano essere capillarmente diffusi e dove si vuole condividere sui social ogni avvenimento importante, Instagram potrebbe essere considerato come una forma di poesia fatta immagine dove l’istante è perfettamente catturato ed eternamente vivo.   Nel 2011 (fonte http://gigaom.com/2011/12/22/smartphones-killing-point-and-shoots-now-take-almost-13-of-photos/ ) il 27% delle fotografie è stato scattato da uno smartphone  , e la percentuale è cresciuta di 10 punti rispetto all’anno precedente, mentre le fotografie scattate con la macchina fotografica digitale sono diminuite dal 52% nel 2010 al 44% nel 2011.

Altri dati significativi si deducono dal lancio di Instagram su Android (http://blog.instagram.com/post/20411305253/instagram-for-android-available-now) , avvenuto nell’aprile 2012, con risultati strabilianti: più di 2000 download al minuto (http://gigaom.com/2012/04/03/instagram-the-android-effect/)  e 1 milione in 24 ore( http://gigaom.com/2012/04/03/instagram-the-android-effect/).  L’approdo su una nuova piattaforma ha così portato la comunità di Instagrammers a crescere ancora. Con più di 80 milioni di iscritti nel mondo l’applicazione, disponibile per iPhone e Android, sta cambiando il mondo dei social e il modo di condividere i propri istanti sul web.

Non solo singoli utenti ma anche Facebook ha colto il potenziale dell’app e l’ha comprata per 1 miliardo di dollari, nell’aprile 2012.( http://www.bbc.com/news/technology-17658264).  Le opinioni su questa operazione sono diverse ma le più comuni ritengono che Mark Zuckerberg, CEO di facebook, avesse timore che Instagram (http://www.bbc.com/news/technology-17658264) potesse in qualche modo sostituire il social network più diffuso nel mondo (955milioni di utenti), essendo Facebook usato principalmente per la condivisione delle fotografie . Oltre a ciò alcuni ritengono che con quest’azione si è cercato di rendere l’app di Facebook per smartphone migliore e più accattivante.( http://bits.blogs.nytimes.com/2012/04/09/facebook-acquires-photo-sharing-service-instagram/).

Nell’aprile 2012 Instagram ha deciso di rendere pubbliche e utilizzabili le API (Application programming interface) In questo modo sono nate numerose piattaforme web (Statigram o Webstagram e l’italiana Followgram) che consentono di condividere le proprie fotografie con il web e non semplicemente con gli Instagrammers. In questo modo è possibile accentrare i contenuti in un unico luogo on-line accessibile a tutti e di dare visibilità ai contenuti e, inoltre, si possono visualizzare le fotografie senza effettuare l’accesso sulla piattaforma.

Gli utilizzi di Instagram

 La strategia della partecipazione non è utilizzata solamente da singoli utenti, ma anche da brand di fama internazionale e no, che utilizzano tutte le piattaforme web per pubblicizzarsi.

[caption id="attachment_512" align="alignleft" width="300" caption="campagna Armani"][/caption]

Un esempio sono le due case di moda italiane Armani (@armani) e Valentino (@maisonvalentino). Entrambe hanno creato un contest fotografico tra i loro followers e non solo, essendo l’iniziativa pubblicizzata sulle loro pagine web e facebook, invitando chi non l’avesse già fatto a scaricare l’app e a partecipare al concorso. Le fotografie degli utenti, uploadate con l’#hasthag richiesto, sono visibili attraverso le piattaforme di Followgram e Statigram.

Anche le organizzazioni non-profit (http://blog.instagram.com/post/8758032746/nonprofits-on-instagram) hanno utilizzato Instagram per connettersi con i loro sostenitori e per diffondere la loro missione e le attività svolte. Oceana (@oceana), una delle più grandi organizzazioni internazionali per la difesa degli oceani e del loro ecosistema, ha indetto un contest fotografico tra i vari Instagrammers in occasione della Giornata mondiale degli Oceani. Utilizzando il tag #ocean era possibile caricare i propri scatti, che si sarebbero aggiunti alle decine di migliaia già presenti nel web. Il mondo della comunicazione (http://blog.instagram.com/post/8757852684/getting-your-news-on-instagram) non ha potuto fare a meno di unirsi in questa grande comunità ed enti quali la NBC e la ABC World News hanno iniziato ad utilizzare Instagram per testimoniare avvenimenti particolari. Si possono trovare scatti di alluvioni o di incendi, ma anche fotografie fatte dagli utenti ai televisori mentre il presidente Obama annunciava al mondo la morte di Osama Bin Laden. (http://bits.blogs.nytimes.com/2011/05/02/online-an-urge-to-be-a-part-of-the-bin-laden-news/).

Musei e Instagram

[caption id="attachment_514" align="alignleft" width="300" caption="#Guggenheim#bilbao"][/caption]

Anche il mondo della cultura si sta cimentando con questa applicazione, anche se gli esempi sono ancora pochi. Musei quali il MoMA, il Philadelphia Museum of Art, il San Francisco Museum of Modern Art (SFMoMA), la fondazione Solomon R. Guggeneheim, il British Museum e pochi altri, hanno deciso di rendere partecipe il pubblico in un modo diverso. Oltre a pubblicizzare eventi ed incontri nel museo e particolari delle opere, i musei hanno voluto far vedere al pubblico ciò che di solito non si può osservare: il backstage di una mostra. Dal concept, al montaggio al vernissage tutto viene documentato e condiviso immediatamente sulle piattaforme Instagram. Un’idea molto avvincente, già utilizzata anche su Facebook da alcune istituzioni, ma sempre di grande rilevanza.

Unica pecca è che pochissimi musei pubblicizzano direttamente nella propria pagina web o facebook l’utilizzo di Instagram e quindi la possibilità di seguire il museo secondo altri punti di vista.  Il Solomon R. Guggenheim ha su facebook un album “Instagram” in cui le fotografie nominate dagli utenti con l’hashtag #Guggenheim, compaiono on-line immediatamente.     Anche altri, come il Chicago History Museumo il SFMoMA, hanno una album facebook chiamato “Instagram” ma per visualizzare le fotografie si viene mandati sulla piattaforma esterna di Statigram. In altri musei, quali il MoMA o il British Museum, manca nel loro sito istituzionale il riferimento all’app e bisogna cercare direttamente nelle piattaforme esterne.

[caption id="attachment_515" align="alignleft" width="300" caption="MAXXI, Dietro le quinte della mostra ModelliModels"][/caption]

In Italia c’è il MAXXI di Roma ,  insieme alla nuova entrata del 29 ago 2012 de La Venaria Reale, che è l’unico in Italia ad avere un profilo su Instagram. L’utilizzo dell’app è direttamente pubblicizzato nel sito istituzionale del museo e, accanto ai link per facebook, twitter, flickr e youtube, ha posto anche il collegamento per Instagram. Il MAXXI utilizza l’app per far conoscere al suo pubblico la parte più nascosta del museo, ovvero la preparazione e la realizzazione di una mostra, e non solo. Attraverso le fotografie vengono documentate le diverse fasi fino all’inaugurazione; un modo nuovo e interattivo per coinvolgere i followers.  

Altre piccole realtà culturali hanno iniziato ad utilizzare l’applicazione; un esempio è a Venezia con l’Art Night , giugno 2012, in cui i partecipanti erano invitati a scattare fotografie alle manifestazioni, taggandole con l’#hashtag richiesto. In questo modo gli scatti venivano proiettati in tempo reale a Ca’ Foscari e anche sui social network della serata.

A Reggio Emilia (http://gadget.wired.it/news/outdoor/2012/06/11/instalife-la-vita-in-mostra-e-in-diretta-345566.html) è stato ideato un grande evento partecipativo, una sorta di mostra fotografica collettiva, dinamica fatta dal popolo di Instangram. Anche qui gli scatti erano proiettati in tempo quasi reale sugli schermi dei televisori; era necessario taggare la fotografia con l’#hashtag richiesto e gli istanti di vita comune, titolo del progetto, erano condivisi e visibili da tutta la comunità, virtuale e reale.

[caption id="attachment_516" align="alignleft" width="300" caption="my world shared"][/caption]

La prima mostra di scatti fotografici di Instagram è quella che si terrà a Londra il 22 ottobre presso gli spazi della East Gallery. Titolo dell’esposizione è My world shared  e ospiterà solamente fotografie scattate e modificate con Instagram.

Ancora un esempio del legame tra arte e Instagram è quello del progetto, iniziato nel 1967, da Yoko Ono (http://www.smilesfilm.com/); bisogna scattare un foto di sé stessi e taggarla con #smilesfilm, in modo tale che l’artista possa recuperare gli scatti utili  per la produzione di un filmato, in continua evoluzione.

Le piattaforme web

I musei che utilizzano l’app Instagram sono presenti su tutte e tre principali piattaforme che utilizzano le API rilasciate da Instagram, che permettono di visualizzare le fotografie.

Statigram, Webstagram e Followgram consentono anche ai non iscritti ad Instagram di visualizzare le fotografie, ma per commentare o per lasciare un like è necessaria l’iscrizione.

Le realtà museali e non utilizzano indifferentemente una delle tre piattaforme, poiché tutte hanno le stesse funzioni e i commenti fatti su una delle tre in automatico compaiono anche sulle altre. Ma l’italiana Followgram presenta alcune caratteristiche che potrebbero essere utilizzate dai musei in modo vincente, come fanno già i grandi marchi di moda italiana. Questa piattaforma permette di creare album fotografici che racchiudono gli scatti di un particolare evento o di un particolare contest, come nei casi di Valentino e Armani sopra citati. Inoltre è possibile personalizzare la copertina, con una fotografia o con un dettaglio, come avviene per la nuova versione di facebook. In questo modo l’istituzione può, da una parte, organizzare meglio le fotografie, suddividendole e lasciandone altre “libere” nella homepage e, dall’altro, personalizzare la pagina di Followgram.

Palazzo Madama verso Instagram

http://followgram.me/palazzomadama/

Per un museo come Palazzo Madama, presente sui principali social network e con un blog molto attivo, l’utilizzo di Instagram potrebbe essere un ulteriore modo per coinvolgere il pubblico. Osservando le statistiche del 2011 è emerso come l’età media dei visitatori sia superiore ai 35 anni e di conseguenza l’utilizzo di Instagram potrebbe essere un modo per attirare un pubblico più giovane. (fonte: http://articles.latimes.com/2012/apr/11/business/la-fi-tn-facebook-is-paying-1-billion-for-the-instagram-app-teens-love-20120411). Inoltre sono in aumento, sempre secondo i questionari somministrati periodicamente ai visitatori, gli utenti che ritengono che il museo sia poco pubblicizzato, soprattutto sul web.

Una possibilità per mostrare un nuovo volto dell’istituzione potrebbe essere proprio questa app, che come tutti i mezzi di comunicazione necessita però di essere seguita. Da una parte il profilo potrebbe essere “aperto” o  “libero” e gli utenti potrebbero caricare direttamente le foto, ma dall’altro il museo deve comunque tenere alta l’attenzione del popolo di internet sulle sue attività e sulla sua vita. Un’occasione potrebbe essere la prossima mostra di Robert Wilson, con una galleria di fotografie del montaggio e un’altra legata ad un contest tra gli utenti.

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