Crowdfunding e musei: alcuni esempi | Palazzo Madama
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Crowdfunding e musei: alcuni esempi

Monday, January 28, 2013

[caption id="attachment_680" align="alignleft" width="300" caption="Immagine da http://lagrandequest.blogspot.it"][/caption]

Termini come crowdsourcing (crowd, folla + outsourcing, esternalizzazione delle attività) e crowdfunding (crowd+funding, finanziamento) sono ormai abbastanza diffusi anche nel vocabolario dei musei, molto se ne parla anche su twitter : segno che qualcosa si sta, evidentemente, muovedo. Come per altri aspetti della vita di un museo, la crisi economica incide e spinge a cercare nuove soluzioni, al di là del finanziamento pubblico e delle classiche operazioni di sponsorship. Raccogliere fondi coinvolgendo la comunità, chiedendo l'aiuto dei singoli cittadini  non è una novità nel settore cultura: un recente articolo su Le Monde, a firma di Aureliano Tonet,  fa una panoramica sul mondo della musica e del cinema.

E i musei, a che punto sono? Provo qui a fare una breve panoramica delle iniziative che, negli ultimi anni, sono state portate avanti con successo. Vi invito, anzi, a segnalarmi altre iniziative di vostra conoscenza, per cominciare a parlare di questo tema che per Palazzo Madama sta per diventare di stretta attualità.

BRITISH LIBRARY - ADOPT A BOOK

Il programma di raccolta fondi per il restauro dei fondi librari di una delle biblioteche più importanti al mondo è attivo da ben 25 anni. Si può contribuire a partire da 30 sterline e i partecipanti scelgono il singolo libro a cui dedicare la propria donazione. Questo particolare aspetto mi pare particolarmente interessante, perchè credo possa favorire la "spinta emotiva" del dono: restaurare un libro amato, o che ci ha accompagnato nella nostra vita, o dedicare questo gesto a una persona cara: un valore aggiunto al gesto solidale.

NATIONAL GALLERY, LONDON. TITIAN CAMPAIGN 2008

La National Gallery di Londra, insieme alle National Galleries of Scotland,  hanno lanciato nel 2008 la campagna per l'acquisizione di un importante dipinto di Tiziano, Diana e Atteone,  dipinto di grandi dimensioni commissionato da Filippo II di Spagna e parte di una serie.  Con Internet Archive è possibile rivedere le pagine del sito del museo dedicate alla raccolta fondi (purtroppo non il video di Nicolas Penny, che si trova sul canale youtube). La campagna ha avuto successo, il comunicato stampa finale dà conto delle donazioni raccolte, 50 milioni di sterline. E' il primo esempio, a mia memoria, di campagna d'acquisto di un'opera d'arte basata sulla partecipazione pubblica di singoli donatori e fu proprio il video del direttore Penny a suscitare il nostro interesse.  Il messaggio forte, in comune con altre campagne successive, era salvare quel capolavoro per la Nazione, per il pubblico, per tutti i cittadini.

LOUVRE - LES TROIS GRACES DE LUCAS CRANACH - 2010

Alla fine del 2010 anche il Louvre lancia una campagna di crowdfunding per acquisire un capolavoro, le Tre Grazie di Lucas Cranach, per 1 milione di euro. Purtroppo il sito dedicato a questa campagna non è più raggiungibile, qui  si trova il comunicato stampa finale, che non riporta però i dati delle donazioni.

L'esperienza positiva ha probabilmente spinto il Louvre a creare sulla nuova recente versione del sito web un canale dedicato ai mecenati e, nel 2012, a lanciare una nuova campagna:

LOUVRE - TOUS MECENES 2012

Un sito dedicato, interviste su youtube, un pieghevole distribuito su scala internazionale (lo abbiamo ricevuto anche nei nostri uffici!), libro d'oro dei donatori online, e cifra quasi raggiunta.

ASHMOLEAN MUSEUM - SAVE MANET FOR THE PUBLIC 2012

Con otto mesi di campagna online e il contributo, tra gli altri, dell' Heritage Lottery Fund (elemento, questo, in comune con l'acquisizione del Tiziano della National Gallery), nel 2012 l'Ashmolean ha acquisito il ritratto di Mademoiselle Claus di Edouard Manet per la cifra di 7,8 milioni di euro. Nelle parole del direttore del museo Christopher Brown , “The public’s response to the campaign for the Manet has been overwhelming..."

Sarebbe interessante conoscere anche la quota di investimento fatta nella comunicazione di queste campagne, per valutare, riprendendo le parole di Aureliano Tonet, quanto i progetti "bien marquetés" attirino più facilmente fondi, e quanto questo incida sulle scelte dei partecipanti, quanto cioè non siano i progetti innovativi, quanto i più popolari e con comunicazioni d'appeal a conquistare il successo; e quanto, invece, abbia ragione l'economista americano Jeremy Rifkin, secondo il quale il crowdfunding accompagnerà l'Homo oeconomicus- utilitarista e razionale- verso l'Homo empathicus - altruista e "connesso"-, accelerando la "nostra trasformazione in uomini completi".

Updates:

Donating is not necessarily about giving money by Jasper Visser

qualche link da @plastipuzen:

Smithsonian: crowdfunding nel 1922

Articolo sul Tesla Science Center (aperto grazie al sostegno pubblico)