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1730 - 1740
legno pregiato con intarsi in avorio; guarnizioni in legno dorato
1348/L
Altezza: 90 cm, Larghezza: 184 cm, Profondità: 83 cm
carte da gioco
Piffetti Pietro
Tavolo-consolle con gambe a S alla cui estremità sono posti dei mascheroncini di draghi. Le gambe sono unite da traverse che al centro formano una piccola mensola (su cui probabilmente si appoggiava un elemento decorativo). Il piano d'appoggio è decorato con un gran vaso centrale con un mazzo di fiori al di sotto del quale da un mascherone partono girali e ghirlande. In basso ai lati due leoni contrapposti, in alto a sinistra trompe-l'oeil di carte da gioco sparse. Il corpo è decorato con fascia a palmette, fiori e girali (al centro manca probabilmente una decorazione).
L’ornato del piano, con mascherone, leoni, grande vaso e la raffigurazione illusionistica di carte da gioco sparpagliate in un angolo, deriva da un tavolo firmato dall’ebanista parigino Pierre Daneau nel 1731, che forse Piffetti conobbe durante il soggiorno a Roma, prima del trasferimento nel 1730 a Torino, dove affiancò Luigi Prinotto nell'attività per la corte sabauda assumendo la carica di Ebanista del Re. Il tavolo si apparenta strettamente agli esemplari dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino e del Victoria & Albert Museum di Londra, nonché ai due tavoli della villa La Pietraia a Firenze. Il trompe-l'œil con le carte da gioco si trova anche su un altro tavolino di Piffetti nel Museo (1352/L).
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