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XVI/XVII
carboncino; carta bianca
0623/DS
Altezza: 415 mm., Larghezza: 306 mm.
disegno
Santo eremita penitente Il disegno raffigura un santo barbuto eremita penitente a mezza figura in un paesaggio montuoso. Rappresentato davanti a una specie di tavola di pietra, questo santo eremita ha la testa appoggiata sul suo braccio destro e, con la mano destra, tiene un crocifisso e un rosario. In primo piano, davanti a lui, sono rappresentati un libro e un teschio. Pensieroso, il santo eremita fissa questo teschio. Il teschio, attributo di questo santo, è un simbolo di morte di origine medievale; a quanto sembra gli antichi non lo usavano in tal senso. I gesuiti ne consigliavano l'uso per un esercizio spirituale che consisteva nel meditare sulla morte. Spesso i santi in preghiera sono raffigurati, soprattutto a partire della fine del Cinquecento, in contemplazione di un teschio che talvolta reggono tra le mani. Con questo significato il teschio è attributo specifico dei santi Francesco d'Assisi e Romualdo, e degli eremiti, soprattutto Girolamo e Maria Maddalena penitente . Forse San Romualdo o San Girolamo nel deserto o un altro santo eremita meno conosciuto? Ma, di sicuro, non si tratta della raffigurazione di san Francesco d'Assisi (I. Baudette 2003).
La postilla "copia da Carracci Agostino " scritta a matita nera che appare sul verso del passe-partout è da assegnare al Mallé (dichiarazione Griseri 1985) ed é databile alla fine degli anni '50.



Cfr. "Morazzone, Pier Francesco Mazzucchelli detto il", in Dictionnaire de la peinture italienne, la peinture italienne des origines à nos jours, Paris, Larousse, 1989, pp. 331-332:

"Quest'artista fu un disegnatore originale e le maggiori collezioni dei suoi disegni sono a Milano (Bib. Ambrosiana) e a Firenze (Uffizi)."
Morassi A., Disegni antichi della collezione Rasini, 1937, p.18