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Ora d’Arte, ovvero un modo nuovo di incontrarsi intorno all’arte

Varrà sicuramente la pena - credo- raccontare nei dettagli come, dopo la riapertura di Palazzo Madama nel dicembre 2006, le politiche verso i visitatori e le attività per il pubblico siano esponenzialmente cresciute, si siano raffinate e diversificate, e di quali e quante soddisfazioni questa nuova stagione del museo abbia dato a noi e ai nostri visitatori.

Oggi però vorrei raccontarvi questa storia dal punto di vista di una singola iniziativa, Ora d'Arte, e l'occasione viene dal fatto che per il quarto anconsecutivo stiamo per ripartire con gli ormai consueti appuntamenti del giovedì sera.

Alla fine del 2008 spirava in tutto il mondo il vento della crisi, e la contrazione dei fondi e delle disponibilità economiche è stata terribile in tutti i settori, anche per le istituzioni culturali. In quei mesi, a fronte di un bilancio che si sarebbe inevitabilmente contratto, la nostra reazione è stata di ingegnarci per non abbandonare la strada di innovazione e di proficuo rapporto con il pubblico intrapresa nell'anno e mezzo precedente. Devo cercare la data esatta sull'agenda, ma c'è proprio un giorno specifico in cui tutto ha avuto inizio: una riunione di staff in cui ciascuno di noi, di qualunque settore (quindi non solo i servizi educativi o il web, ma anche i dipartimenti scientifici e tecnici), ha proposto le proprie idee per le nuove attività dell'anno: in quella riunione sono nate, credo proprio grazie al...brainstorming, alcune delle attività ormai consolidate e amate dal pubblico di Pa.M.: per esempio, Madama Knit e Ora d'Arte.

L'idea di base era apparentemente semplice: inventare attività per il pubblico che per il museo fossero a costo minimo, incrementando allo stesso tempo i momenti di incontro e di diffusione di saperi dal museo verso la comunità.

Come molto spesso accade nei musei e non solo - siano essi piccoli musei o musei "superstar"- abbiamo discusso degli esempi migliori che nella nostra vita lavorativa abbiamo incontrato; iniziative che ci erano piaciute, che avevano avuto successo in altre realtà, che potevano essere reinventate per Palazzo Madama; abbiamo scartato quelle troppo distanti dalla nostra missione o incompatibili con le nostre forze o il nostro pubblico.

Alla fine di quella riunione avevamo un piano, che è stato sottoposto e approvato dal Direttore: personalmente penso che esista un circolo virtuoso che permette che questo genere di cose accadano: una direzione illuminata e open-minded che stimola l'innovazione e la ricerca, uno staff combattivo e coinvolto, infine di nuovo una direzione aperta agli stimoli e alle idee che provengono dallo staff e disposta a accettare le sfide che vale la pena affrontare.

Torniamo ad Ora d'Arte. Tra i tanti esempi di possibili forme di visite guidate alle collezioni, eravamo tutti d'accordo nell'apprezzare le esperienze anglosassoni di contatto diretto tra i curatori e il pubblico (ad esempio, i Curator's Talk della Tate Gallery; ma se fate una ricerca su "curator's talk"troverete molti altri esempi). Quello che però desideravamo fare, era coinvolgere tutto lo staff, dando a queste visite guidate un taglio speciale: non classiche lezioni frontali, ma momenti di scambio e di incontro, momenti di conoscenza diversi dal solito. Non la classica lezione su quest'artista o quell'opera, ma possibilità di raccontare e condividere anche la passione che ci anima e ci sostiene nel nostro lavoro, alzare un po' la tenda del sipario e mostrare i processi che stanno alla base della vita del museo, raccontare le cose con un taglio diverso dal solito, parlando di stili, iconografia, restauri...

Il calendario della prima serie di Ora d'Arte fu perciò stilato con un'idea di fondo veramente speciale: ciascuno di noi scelse liberamente la sua opera preferita, quella che magari aveva studiato per la tesi di laurea, quella che lo colpì di più la prima volta che entrò in museo, quella che più lo tormentava (positivamente, si intende!) per i misteri storico artistici che celava... Durante gli incontri, che si svolgono in piccoli gruppi (massimo 30 persone), in cerchio, attorno all'opera, ciascuno di noi raccontò anche perchè aveva scelto quell'opera, condividendo con tutti i partecipanti anche le proprie emozioni, e non solo il proprio sapere.

Come vi dicevo, stiamo per iniziare il quarto anno di Ora d'Arte. Il successo e l'affezione di pubblico ci ha spinto a continuare, mantenendo saldi i principi con cui l'iniziativa è nata, seguendo i suggerimenti del pubblico e le nostre inclinazioni nello scegliere i nuovi temi.

Il momento di incontro ha molteplici valori: intanto, la possibilità di scambiarsi informazioni con i visitatori: capita spesso che i partecipanti di Ora d'Arte siano particolarmente ferrati sull'argomento trattato, e allora la visita guidata diventa condivisa, la voce del museo si intreccia a quella del visitatore per creare nuovi significati; per noi, poi, Ora d'Arte è - giocoforza- momento di formazione, studio e aggiornamento continuo. Infine è, per chi nello staff lavora sempre "dietro le quinte", un momento importante di contatto diretto con le esigenze e i desideri del pubblico "in carne ed ossa": momento fondamentale di comprensione del museo, tanto per i partecipanti quanto per noi.

Concludo: per il 2011 abbiamo preso in considerazione l'idea di sospendere per un anno Ora d'Arte; le iniziative legate a Sarà l'Italia, il grande progetto di Palazzo Madama per il 150° anniversario dell'unità di'Italia, saranno tante e tali che temevano di non farcela a seguire anche questo, e di moltiplicare troppo le iniziative, disorientando il pubblico. Ne abbiamo discusso, e alla fine abbiamo deciso che sarebbe stato un errore. Disperdere il gruppo, posso dire la piccola comunità!, di Ora d'Arte, sarebbe stato un peccato; sottrarre ai visitatori e a noi stessi questo momento di incontro una perdita forte.

Così, ci siamo ingnegnati ancora una volta :)

Il ciclo 2011 di Ora d'Arte si intitola Giro d'Italia (e si, anche il rosa è ispirato!): proprio perchè parliamo di Italia e di unità, esploreremo le collezioni alla ricerca di opere e suggestioni provenienti dalle altre regioni italiane. Inoltre da quest'anno Ora d'Arte entra a far parte del circuito nazionale Slow Museum: quale migliore novità per ripartire insieme?